Ecodesign per la nautica dallo IUAV
martedì, 16 giugno 2009in: Auto e trasporti, Bioedilizia ed ecodesign
L’architetto Flaviano Navone insegna disegno industriale allo IUAV (Istituto Universitario di Architettura di Venezia) e ha iscritto una barca fotovoltaica nella categoria “sperimentali” della Lago Maggiore Solar Challenge. Lo abbiamo sentito per sapere come procedono i lavori.
Buongiorno professore, come va la costruzione della barca?
Siamo allo stadio 0. La barca e’ appena iniziata con acquisto materiali.
Manca un mesetto alla gara, incrocio le dita per voi e spero proprio che riusciate a finirla in tempo! Ci può spiegare brevemente di che cosa vi occupate allo IUAV di Venezia?
Noi operiamo nella Facoltà di Disegno Industriale (a Treviso) dello IUAV (che ha sede a Venezia). Ci occupiamo delle problematiche della mobilità a Venezia e nella Laguna, che vengono analizzate tramite i progetti su temi che propongono gli studenti e sviluppati dagli stessi studenti sotto la nostra guida ed il nostro stimolo. Le proposte progettuali vengono approfondite dal punto di vista tecnico e verificate con software specifici sino a raggiungere discreti gradi di fattibilità ed approfondimento.
Da chi e’ composto il team di lavoro e quanti studenti hanno partecipato al disegno e alla costruzione della barca?
Il team di lavoro e’ composto, oltre che da me, dagli architetti Tobia Scarpa e Stefano Corò. In questa occasione partecipano attivamente alla realizzazione 6 studenti che costituiscono il gruppo ricerca/attività formative.
Sui temi della Solar Challenge abbiamo realizzato le attività formative VELA ROMA3, HUMAN POWER, con le quali realizziamo concretamente prototipi x partecipare alle competizioni interuniversitarie. Ci sono poi le lauree sia brevi che dei 5 anni che sono occasione per approfondimenti più mirati.
Perché avete deciso di partecipare alla Lago Maggiore Solar Challenge?
Abbiamo deciso di partecipare perché riteniamo che sia stimolante e formativo x gli studenti il confronto con le soluzioni proposte da altri , idem x la verifica pratica alle proprie idee costituita da una gara con una scadenza. Inoltre questo e’ un passo fondamentale per poter portare una prova Solar Challenge a Venezia (altro nostro obiettivo).
Bene! Quante più gare ci saranno tante più persone vedranno come funziona bene questa tecnologia. Siamo pronti a supportarvi nell’organizzazione. Quali accortezze avete messo in atto per migliorare le prestazioni della vostra barca? Avete studiato soluzioni originali o avete attinto a modelli di efficienza già noti?
Per la progettazione della barca, dato il tempo (poco) da quando siamo venuti a conoscenza della Solar Challenge sul lago Maggiore, abbiamo affrontato il tema in maniera minimalistica, cercando di riprendere le soluzioni che hanno portato le imbarcazioni a propulsione umana (HPV_ pedal boat) a migliorare notevolmente le prestazioni (World Record 245 km in 24 ore_ settembre 2008) e puntando ad uno scafo dalla resistenza molto bassa. Abbiamo poi pensato di integrare la trasmissione a pedali / catena ecc con motore elettrico/trasmissione ed elica, vedremo il risultato.
In base a quali criteri avete scelto pannelli, motore e batterie?
La parte energia elettrica / gestione dell’energia e’ per noi la più difficile. Work in progress.
Si sta concludendo in questi giorni il master “architettura della nave e dello yacht“. Quale ruolo potrà avere il fotovoltaico nel trasporto pubblico nella Laguna di Venezia?
Difficile risposta. Farei un paragone con il mercato automobilistico dove la Toyota Prius 5 anni fa era sconosciuta.ed ora e’ il taxi più diffuso e che consuma meno a Milano.
La propulsione elettrica, visti i miglioramenti costruttivi e di rendimenti dei motori elettrici tornerà ad essere usata, sopratutto se l’energia elettrica avrà un costo inferiore per la ricarica batterie.
la superficie di pannelli necessaria per ottenere la quantità di corrente necessaria a navigare in maniera autonoma e’ molto grande ed impone forme antiestetiche e di difficile matrimonio con tutte le soluzioni di scafi, ma rappresenta sicuramente uno stimolo alla ricerca di soluzioni più performanti con minor bisogno di energia. che poi e’ quello che serve.
Bene, vi auguro buon lavoro e vi aspetto sul Lago Maggiore!
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domenica, agosto 15, 2010 @ 12:04 am
L’arch. Flaviano Navone non insegna allo IUAV, non è nemmeno assistente del docente Tobia Scarpa… in realtà molti non sanno ancora giustificare la sua presenza in facoltà; lui c’è, è lì durante il corso del docente e cerca di raccattare adesioni per le sue competizioni spesso con scarsi risultati. I pochi che gli hanno dato corda se ne sono sempre pentiti, non tanto per il carico di lavoro abnorme e per la scarsa organizzazione del tutto, quanto per i modi arroganti e presuntuosi che tradizionalmente Navone usa con chi gli sta intorno.
Magari sarà anche stato un buon progettista di scafi, ma insegnare è un’altra cosa.
@lumachina
una riletta prima di pubblicare un post non sarebbe male e nemmeno correggere certe “x” con dei “per”… viva la lingua italiana, letta, scritta e parlata
lunedì, agosto 16, 2010 @ 11:59 am
Exstudente, mi spiace per la brutta esperienza con Navone, con noi e’ stato corretto. Nel 2009 aveva iscritto una barca alla nostra gara, ma non vi ha poi partecipato.
Quanto alla correzione ortografica e stilistica di quanto lui personalmente ci ha scritto non ritengo corretto che quello che l’intervistato scrive venga modificato. Sono parole sue, non mie o della redazione.
Grazie per aver speso il tuo tempo per darci la tua opinione. Hai mai pensato di avere un confronto costruttivo direttamente con lui? Potrebbe essere utile indicare frasi e fatti precisi, invece di limitarsi a considerazioni generiche su un sito di una terza parte.
Buona carriera, se non sei più studente. :)