È ungherese l’inventore delle bici “truccate”

mercoledì, 16 giugno 2010 a cura di Enrico Pascucci
in: Natura ed ecologia

Si continua ad indagare sullo scandalo delle (presunte) bici truccate con un motore elettrico nascosto nei tubi del telaio. La procura di Torino ha deciso di aprire un fascicolo con l’imputazione verso ignoti per frode sportiva. Sono già stati disposti i primi accertamenti da parte delle forze dell’ordine ma per ora non si sa altro. Sembra però che dei giornalisti svizzeri abbiano scovato in Ungheria l’inventore di questo sistema.

Come ricorderete, la prima bici subdolamente elettrica fu mostrata da Davide Cassani, all’interno di un approfondimento del giro d’Italia.  Le incredibili progressioni dello svizzero  Casellara, in importanti competizioni francesi, hanno fatto sorgere in rete molti dubbi sulla natura di quelle performance e, ormai, sale la paranoia e si cercano indizi di malefatte anche nelle passate edizioni del Giro d’Italia e del Tour de France. Le parole (apparentemente disinteressate per altro) dell’inventore però tranquillizzerebbero, almeno in parte, gli animi degli appassionati di ciclismo.

Secondo M. Istvan Varjas, intraprendente ingegnere ungherese a cui è attribuita tale invenzione, questi motori sono ancora in fase prototipale e essendo di produzione quasi completamente artigianale ne sono stati realizzati solo pochi esemplari per i test.  Stando alle sue parole quindi fin’ora non può esserci stata una larga diffusione di questo “aiuto” ai pedali. Quando gli viene chiesto dove si trovino gli esemplari costruiti Varjas dice di non sapere che fine abbiano fatto alcuni esemplari, ma poi parla dei suoi progetti per il futuro.

La fase di test infatti sarebbe arrivata al termine e mancano pochi mesi alla produzione in serie.  Nuovi e più evoluti esemplari sono stati creati, che arrivano a dare una spinta di 500Watt, per arrivare fino a 90km/h, con un’autonomia operativa che varia tra i 30 e i 60 minuti. Il sistema è ovviamente molto compatto e anche piuttosto leggero, mantenendosi sotto il chilogrammo di peso.

La produzione potrebbe iniziare a settembre e il mondo del ciclismo, dopo più di un decennio passato a squalificare e ad arrestare uomini dell’ambiente, ricomincia a tremare di fronte a un nuovo nemico.

foto | Richard Masoner

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