Dimissioni di Köler: disse che si combatte per il petrolio

lunedì, 31 maggio 2010 a cura di lumachina
in: Politica ed economia

truppe tedesche in AfghanistanLa guerra per controllare il petrolio in Afghanistan e’ incostituzionale per nazioni che “ripudiano la guerra”.

Il presidente tedesco Köhler e’ stato costretto a dimettersi perché, di ritorno dall’Afghanistan, ha detto che le azioni militari possono essere giustificate dalla difesa di interessi commerciali.

Le polemiche sono state ferocissime, Köhler ha cercato di usare la nota tattica “sono stato male interpretato”, ma il succo e’ che nessuno, nemmeno il presidente di una nazione “civile” ha il diritto di dire che i militari che pattugliano gli oleodotti sono una forza armata a difesa di un interesse commerciale.

I politici “corretti” devono dire che i militari bombardano e sparano per impedire attacchi terroristici. (Ovvio no? Invece di rimuovere le cause del terrorismo, si cerca di ammazzare tutti i potenziali terroristi prima che riescano a terrorizzarci).

Questa “prevenzione armata” costa a noi contribuenti una montagnola di milioni di euro. Milioni di euro che, a mio modesto parere, potrebbero essere destinati alle missioni di pace fatte con veri pacifisti, che costano meno, si fanno sparare di meno e aiutano di più.

Purtroppo i pacifisti non fanno girare l’economia come invece fanno il mercato delle armi e quello del petrolio. I pacifisti a volte lavorano anche gratis, a danno del PIL nazionale. Per questo ora che mancano i soldi il governo pensa che e’ meglio bloccare le pensioni, tagliare i fondi all’istruzione e risparmiare due euro nella sanità che riportare a casa i nostri soldati, grandi consumatori di prodotti nostrani (armi) e grandi protettori del benessere (PIL) nazionale.

Via | Euronews
Foto | Isafmedia

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