Condividere musica on line farebbe bene al pianeta
martedì, 30 settembre 2008in: Buone pratiche e consigli

Hank Green di Ecogeek presenta una bella riflessione sull’impatto ecologico della vendita on line di musica e video soggetta a diritto d’autore. Il passaggio dalla vendita di beni (CD) alla vendita di servizi (musica) e’ in atto non per motivi ecologici, ma principalmente per motivi di comodità ed economicità. Diamo per scontato che scaricare musica riduce l’impatto della produzione del supporto, del suo trasporto, stoccaggio, vendita e smaltimento.
Il primo aspetto del problema e’ il consumo di energia per tracciare l’utilizzatore di musica comprata.
Per venere on line si usa il Digital Rights Management che serve, fondamentalmente, a garantire i profitti delle case discografiche impedendo la duplicazione e la condivisione di file on line. Utilizzando un sistema per il DRM un apparecchio consuma il 25% in più di quando fa girare file non protetti. L’energia viene sprecata per inviare e rinviare pacchetti di controllo della licenza e informazioni sull’utente.
Il secondo punto sollevato da Hank e’ la perdita di possesso del bene: ovvero la disponibilità della gente a pagare per avere il diritto di ascoltare qualcosa che viene conservato e reso disponibile da altri. Quando i server di chi vende musica on line cadono, il bene non e’ più disponibile. Il consiglio che danno e’ di registrare la musica comprata su CD, che era proprio l’azione che si voleva evitare, smaterializzando i supporti musicali.
Via | Ecogeek
Foto | Defective by design
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