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	<title>EcoWiki &#187; Comunicazione e cultura</title>
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	<description>ambiente ecologia energia natura</description>
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		<title>Corso on line per blogger ambientali</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 08:29:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[blogger]]></category>
		<category><![CDATA[corso di formazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Partiranno a maggio due nuovi mini corsi di formazione per blogger interessati a scrivere di ambiente su ecowiki o per altre testate. Per i principianti abbiamo previsto 5 incontri da 2 ore l’uno (uso di wordpress, come migliorare la leggibilità on line, ottimizzazione dei post per i motori di ricerca, appetibilità delle notizie e analisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/corso_blogger1.jpg" alt="scuola per blogger su ecowiki" title="" width="240" height="180" class="alignleft size-full wp-image-9770" />Partiranno a maggio due nuovi mini corsi di formazione per blogger interessati a scrivere di ambiente su ecowiki o per altre testate. </p>
<p>Per i <strong>principianti</strong> abbiamo previsto 5 incontri da 2 ore l’uno (uso di wordpress, come migliorare la leggibilità on line, ottimizzazione dei post per i motori di ricerca, appetibilità delle notizie e analisi delle statistiche). I più <strong>esperti</strong>, in due incontri da due ore l’uno, potranno approfondire argomenti come la moderazione non violenta dei commenti e come leggere i dati statistici senza farsi fregare dai trucchi deformanti degli uffici stampa.</p>
<p>Per partecipare occorre versare <strong>50 euro di caparra. La cifra ti verrà restituita per intero dopo il corso se e quando avrai scritto 10 articoli per ecowiki</strong>. In questo modo se vuoi frequentare e non hai tempo o non ti interessa collaborare con noi in futuro, sei libero di farlo pagando una cifra abbordabile. Se invece vuoi entrare a far parte della redazione puoi barattare il tuo tempo e la tua passione con la nostra competenza. </p>
<p><span id="more-12988"></span></p>
<p><strong>Ecowiki e’ un blog gestito da una associazione senza fine di lucro composta al 100% da volontari</strong>, non abbiamo sponsor, non abbiamo padroni. Abbiamo solo gente che crede sia possibile cambiare il mondo in meglio diffondendo buone pratiche e idee ecologiche. (Lo sapevi che <a href="http://www.ecowiki.it/perdere-peso-scrivendo-un-blog-la-dieta-2-0.html">scrivere delle proprie passioni aiuta a dimagrire</a>?)</p>
<p><strong>I corsi saranno on line, l’orario indicativamente dalle 21 alle 23</strong> e i giorni di lezione verranno concordati in base alle esigenze dei partecipanti. I posti disponibili nei corsi sono 5 per principianti e 5 per esperti e le candidature saranno vagliate dalla redazione.</p>
<p><strong>Per partecipare alle selezioni devi inviarci un tuo testo</strong> (massimo 1000 battute spazi inclusi) su un argomento a tua scelta di rilevanza ambientale all’indirizzo <a href="mailto:ecowiki@ecowiki.it">ecowiki@ecowiki.it</a> entro il 4 maggio. Graditi, ma non indispensabili, cv e link alle tue pubblicazioni. </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/jaqian/301787701/">jaqian</a></p>
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		<title>Gli italiani in eco-vacanza, senza le opzioni a impatto zero</title>
		<link>http://www.ecowiki.it/sondaggio-sugli-italiani-in-vacanza-ecologica.html</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Mar 2012 07:45:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Auto e trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Aqua Academy]]></category>
		<category><![CDATA[couchsurfing]]></category>
		<category><![CDATA[Ecoturismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Pare che le donne siano più attente degli uomini all&#8217;impatto ambientale delle vacanze. Almeno nelle intenzioni, il 75% delle signore pianifica il viaggio con un tocco di verde, contro il 67% dei maschi. Questi dati si leggono in una ricerca di lastminute.com per conoscere le preferenze dei suoi clienti nello scegliere mete, attività e mezzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/2012/03/eco_vacanze.jpg" alt="" title="backpachers sul sentiero per Machu Picchu." width="240" height="140" class="alignleft size-full wp-image-12841" />Pare che le donne siano più attente degli uomini all&#8217;impatto ambientale delle vacanze. Almeno nelle intenzioni, il 75% delle signore pianifica il viaggio con un tocco di verde, contro il 67% dei maschi. </p>
<p>Questi dati si leggono in una ricerca di lastminute.com per conoscere <a href="http://www.ecowiki.it/media/2012/03/lastminute.com_Viaggi-e-ecologia_14mar12.doc">le preferenze dei suoi clienti nello scegliere mete, attività e mezzi di trasporto per le ferie</a>, scoprendo cose interessanti sulle abitudini dei vacanzieri.<br />
La ricerca e&#8217; stata<a href="http://www.ambito5.com/portfolio/pr_ufficio-stampa/lastminute-com/"> commissionata all&#8217;agenzia di PR Ambito5</a> con lo scopo di posizionare il marchio come leader del settore turistico. Il sondaggio è stato realizzato da ContactLab, inviando le domande agli iscritti alla newsletter di lastminute.com e conteggiandone mille tra quelle delle persone tra tra i 18 e i 65 anni di età. </p>
<p>Andando a vedere che cosa significa &#8220;eco-vacanza&#8221; si apre un ventaglio di risposte che spazia dal contatto con la natura (io andavo al mare da bambina senza chiamarla eco-vacanza), allo sport all&#8217;aperto e alla ricerca di cibi locali (una volta erano prodotti tipici, oggi sono detti a chilometro zero). </p>
<p><span id="more-12839"></span></p>
<p>La scelta dell&#8217;albergo si basa in prevalenza su criteri estetici (per il 48% degli intervistati non deve deturpare il paesaggio) e solo per il 22% contano le energie rinnovabili. Un 15% di buongustai si informa sulla provenienza locale dei prodotti alimentari, un 10% cerca materiali naturali (si parla di legno o vetro, non vengono menzionate le prestazioni energetiche degli edifici) e un 5% ammette candidamente che l&#8217;ecologia proprio non gli interessa.<br />
<strong>Mancano le opzioni a impatto zero come il couchsurfing, lo scambio di casa, la visita ai parenti e amici, il dormire in treno</strong> tipiche dei viaggi giovanili, fuori mercato dal punto di vista di un operatore commerciale, ma facenti parte delle scelte ecologiche degli italiani. </p>
<p>L&#8217;impatto del viaggio non viene preso in grande considerazione dal 66% dei viaggiatori (7% a cui non interessa proprio, più 10% per i quali compensare le emissioni e&#8217; troppo difficile o costoso e <strong>49% che conosce i danni che provoca ma non fa nulla per evitarli o rimediarvi</strong>). Il gruppo più numeroso (22%) di chi si sente la coscienza a posto dichiara di prendere la bici o di muoversi a piedi in vacanza. Il 12% dei viaggiatori prende il treno o l&#8217;auto elettrica, ma non sempre: solo &#8220;quando possibile&#8221; e un ultimo 2% sceglie di compensare le emissioni del volo.<br />
Nel questionario mancava l&#8217;opzione &#8220;vado in vacanza vicino casa, senza usare mezzi di trasporto inquinanti&#8221; perché (ipotesi mia) coloro che pensano in questo modo non sono clienti di lastminute.com. </p>
<p>Concludendo, ecco la risposta che ho avuto alla domanda: <strong>che effetto avranno questi dati sulla politica aziendale di lastminute.com?</strong> (metteranno in maggior evidenza alcune mete? Si rivolgeranno di più alle donne con offerte eco?)<br />
<em>La tendenza che si sembra emergere e’ quella di una maggiore attenzione all’ambiente non solo in contesti particolari, per cui lastminute.com condividerà questi dati con gli albergatori, nella speranza che questa necessità dei clienti venga considerata e tradotta in piccole e grandi azioni in un numero crescente di strutture.</em> </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/eduardozarate/3482864123/">TheFutureIsUnwritten<br />
</a></p>
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		<title>Risparmiare acqua: lo slogan per vendere lavastoviglie</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 07:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Aqua Academy]]></category>
		<category><![CDATA[giornata mondiale dell'acqua]]></category>
		<category><![CDATA[lavare i piatti]]></category>
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		<description><![CDATA[Inizia oggi l&#8217;Aqua Academy, iniziativa di Aquafresh a cavallo della Giornata Mondiale dell&#8217;Acqua a cui partecipa anche Ecowiki. La nostra cattedra verte sulla vita a basso impatto e su tutti gli accorgimenti che si possono adottare nel quotidiano per ridurre la propria impronta ecologica. Oggi, giornata dedicata al confronto con blogger e giornalisti, ho deciso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
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								<img title="pesce rosso" alt="pesce rosso" src="http://www.ecowiki.it/wp-content/gallery/pubblicita-e-risparmio-idrico/thumbs/thumbs_pesce_rosso.jpg" width="110" height="80" />
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								<img title="acqua nel tetrapack" alt="acqua nel tetrapack" src="http://www.ecowiki.it/wp-content/gallery/pubblicita-e-risparmio-idrico/thumbs/thumbs_acqua_tetrapack.jpg" width="110" height="80" />
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								<img title="stop al taglio della barba" alt="stop al taglio della barba" src="http://www.ecowiki.it/wp-content/gallery/pubblicita-e-risparmio-idrico/thumbs/thumbs_birra-barba.jpg" width="110" height="80" />
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								<img title="lavastoviglie vs lavaggio a mano" alt="lavastoviglie vs lavaggio a mano" src="http://www.ecowiki.it/wp-content/gallery/pubblicita-e-risparmio-idrico/thumbs/thumbs_alina-washing-dishes-by-lyoshka.jpg" width="110" height="80" />
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</div>


<p>Inizia oggi l&#8217;<a href="http://www.ecowiki.it/tag/aqua-academy">Aqua Academy</a>, iniziativa di Aquafresh a cavallo della <a href="http://www.unwater.org/worldwaterday/">Giornata Mondiale dell&#8217;Acqua</a> a cui partecipa anche Ecowiki. La nostra cattedra verte sulla vita a basso impatto e su tutti gli accorgimenti che si possono adottare nel quotidiano per ridurre la propria impronta ecologica. </p>
<p>Oggi, giornata dedicata al confronto con blogger e giornalisti, ho deciso di analizzare insieme al pubblico in sala alcune campagne pubblicitarie basate sul risparmio di acqua: di quella della birra Budweiser (<a href="http://www.ecowiki.it/barbuti-e-pelosi-per-risparmiare-acqua-e-farci-la-birra.html">non tagliarti la barba, risparmia acqua!</a>) e di quella dell&#8217;<a href="http://www.ecowiki.it/acqua-in-bottiglia-o-nel-tetrapak.html">acqua in tetrapack</a> (più ecologica di quella in bottiglia di plastica) avevamo già parlato nel blog; passiamo quindi a quella delle case produttrici di lavastoviglie e relativi detersivi per promuovere i loro prodotti. </p>
<p>A misurare l&#8217;<a href="http://www.landtechnik.uni-bonn.de/research/appliance-technology/completed-projects">efficienza degli esseri umani e delle lavastoviglie</a> e&#8217; stata l&#8217;università di Bonn.</p>
<p>Ad alcuni esseri umani (in prevalenza donne con meno di 40 anni) sono stati misurati il consumo di acqua ed energia, mentre per le macchine si sono presi per buoni i valori espressi dai produttori. Il campione preso in considerazione, secondo me, era viziato in partenza perché hanno comparato le prestazioni di europei medi con le migliori lavastoviglie presenti sul mercato. Per essere rappresentativo del mondo reale, si sarebbero dovuti mettere a confronto i migliori lavapiatti o misurare le prestazioni di lavatrici medie. </p>
<p><span id="more-12853"></span></p>
<p>Sono stati fatti due esperimenti: nel primo ad ognuno dei 113 partecipanti sono stati dati <a href="http://www.landtechnik.uni-bonn.de/research/appliance-technology/all-projects/a-european-comparison-of-cleaning-dishes-ht1by-hand">140 pezzi da lavare</a> tra piatti, bicchieri e posate. Il compito durava in media più di un&#8217;ora e il livello di pulizia finale era buono, ma non ottimo. Nel secondo test a 46 persone sono stati dati <a href="http://www.landtechnik.uni-bonn.de/research/appliance-technology/all-projects/doing-the-washing-up-by-hand-or-machine-a-comparison-between-little-amount-of-dishes-and-extremely-soiled-pots-and-pans-ht10">meno piatti e le pentole con lo sporco incrostato</a>. In questo caso la pulizia e&#8217; stata migliore. In entrambi i casi e&#8217; risultato che le macchine usano meno acqua e meno energia della media degli umani. </p>
<p>Il ciclo di vita della lavastoviglie (ovvero tutto il suo l&#8217;impatto ambientale, comprese l&#8217;acqua e l&#8217;energia consumate per produrla, distribuirla, azionarla e smaltirla quando <a href="http://www.ecowiki.it/usura-programmata-nellelettronica-e-altre-fregature.html">si rompe per usura programmata</a>) non e&#8217; stato preso in considerazione. Nella presentazione dei risultati si evidenzia anche il risparmio di tempo ottenibile con la lavastoviglie, senza calcolare quante ore deve lavorare una persona per acquistare, far andare e aggiustare la macchina che lavora al posto suo. Oltre a pagare i materiali, chi acquista una lavastoviglie paga anche lo stipendio dei pubblicitari, dei rivenditori, dei magazzinieri e dei trasportatori che hanno maneggiato quell&#8217;oggetto.<br />
Non e&#8217; un caso che tra le ragioni per cui buona parte degli europei non usa la lavastoviglie ci siano il costo dell&#8217;oggetto, oltre alle dimensioni ridotte delle cucine e dei nuclei familiari che ne limitano possibilità e necessità di utilizzo. </p>
<p>Insomma, al pubblico non sono arrivati i consigli su come lavare i piatti a mano usando meno acqua (ben presenti nella ricerca), ma ne e&#8217; stato tratto un incoraggiamento tinto di green per comprare un prodotto. Direi che si tratta di &#8220;<a href="http://www.ecowiki.it/tag/greenwashing">greenwashing</a>&#8221; in tutti i sensi. </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/66992990@N00/4819555022/">Jo Bourne</a></p>
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		<title>Caro Monti ti scrivo&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 20:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sefora</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Natura ed ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica ed economia]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Patriarca Lucio Dalla]]></category>
		<category><![CDATA[Governo Monti]]></category>
		<category><![CDATA[no Tav]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;così mi distraggo un po’. E siccome sei in buona compagnia, anche agli altri scriverò. Al Governo tecnico, a Caselli, Manganelli, a Di Pace e Mortola, ai politici dei grandi partiti e a quei tanti giornalisti zelanti, che non raccontano, ma commentano, le novità. E&#8217; attraverso le parole di Lucio Dalla che Elena Patriarca, 51 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ecowiki.it/caro-monti-ti-scrivo.html/no_tav_" rel="attachment wp-att-12759"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12759" src="http://www.ecowiki.it/media/2012/03/NO_TAV_-450x300.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a></p>
<p><em>&#8230;così mi distraggo un po’.</em><br />
<em> E siccome sei in buona compagnia, anche agli altri scriverò.</em><br />
<em> Al Governo tecnico, a Caselli, Manganelli, a Di Pace e Mortola,</em><br />
<em> ai politici dei grandi partiti</em><br />
<em> e a quei tanti giornalisti zelanti,</em><br />
<em> che non raccontano, ma commentano, le novità.</em></p>
<p>E&#8217; attraverso le parole di Lucio Dalla che Elena Patriarca, 51 anni, biologa scrive al Governo Monti denunciando, attraverso un&#8217;ironia sottile e acuta, il totale fallimento sociale, economico e ambientale che sta dietro alla politica SI TAV.</p>
<p>Continua la lettera di Elena, continua con un ironico grazie :</p>
<p><em>&#8220;A tutti voi, un doveroso grazie perché proteggete gli italiani dai NO TAV e dalla loro deprimente ottusità.</em> <em>I NO TAV protestano, dicono sempre di NO.</em><br />
<em>Dicono che la Torino-Lione costerà 22 miliardi di Euro e si oppongono.</em><br />
<em>io, invece, sono tranquilla, perché so che costerà di più. Perché qui in Italia il lavoro per le grandi opere non</em> <em>lo fa chi lo prende. Se, per esempio, un certo lavoro lo fa il topo per 2 euro, c’è prima il gatto, che si prende</em> <em>20 euro, e  prima ancora il cane (200 euro) e il bastone (2.000 euro), il fuoco (20.000 euro), l’acqua (200.000</em> <em>euro), il toro (2.000.000 euro), il macellaio (20.000.000 euro), l’Angelo della Morte (200.000.000 euro) e il</em> <em>Signore (2.000.000.000 euro).</em><br />
<em>Qui in Italia, gli appalti delle grandi opere prendono spesso strane vie, che ci consentono di salvaguardare</em> <em>quello che è cosa nostra e di fare tutto in famiglia.</em> <em>I NO TAV tirano sempre fuori la Corte dei Conti, che ha detto che la spesa per la Torino-Lione farà crescere</em> <em>enormemente il debito pubblico. E allora? E’ la crescita, no?! E poi voi avete spiegato al Paese che i soldi ce</em><br />
<em>li danno le banche, che notoriamente sono enti benefici, come dimostrano i bellissimi calendari che </em><em>regalano alla fine dell’anno.</em></p>
<p><em></em><span id="more-12758"></span><br />
<em>Per convincerci che non dobbiamo dar credito ai NO TAV, avete usato due solide motivazioni tecniche: una</em> <em>valida per i valsusini, di natura tecnico-patologica (si tratta infatti di una sindrome) e una che si applica a</em> <em>quelli che vengono da fuori, di natura tecnico-sociologica.</em> <em>La sindrome NIMBY, come ci avete spiegato, è congenita e genetica, e irrimediabilmente porta i NO TAV</em><br />
<em>valsusini a non tollerare le talpe nel loro cortile. Molti valsusini NO TAV hanno cercato di controbattere,</em> <em>dicendo che non è quella la loro motivazione e ricorrendo allo slogan “né qui né altrove”, ma media e</em> <em>politici hanno saputo tenacemente perseverare nella tesi del NIMBY. </em></p>
<p><em>Ciò ha creato forte apprensione fra le</em> t<em>alpe, evidenziando nel contempo una certa sensibilità dei politici alle tematiche ambientaliste (cito</em> <em>Bersani: “Mica vogliamo penalizzare le talpe?”).</em> <em>Ma se in questa storia c’è un lato oscuro, ce ne deve essere per forza anche uno luminoso e infatti, fra gli</em> <em>amministratori della Valle di Susa e della limitrofa Val Sangone (interessata da un tratto della Torino-Lione),</em> <em>ci sono anche dei SI’ TAV, che hanno partecipato e partecipano con grande interesse alla discussione sui</em><br />
<em>benefici dell’opera. </em></p>
<p><em>I SI’ TAV sono portatori di una sindrome che determina atteggiamenti estremamente</em> <em>propositivi, diametralmente opposti a quello dei NO TAV. E’ la sindrome DIIMBY (do it in my back yard), che</em> <em>li porta a ottenere benefici altrimenti insperabili per le famiglie che risiedono nell’area interessata dal</em><br />
<em>progetto, col risultato di un’ulteriore crescita del debito pubblico.</em><br />
<em>Un onorevole esponente di tali amministratori, ad esempio, ha promesso al suo elettorato la realizzazione</em> <em>di una metropolitana per collegare Torino (ancora piuttosto malservita dalla propria metropolitana) e</em> <em>Giaveno, Comune propositivo posto a circa 30 km dal centro cittadino.</em><br />
<em>Il secondo tipo di NO TAV, quello che viene da fuori, ha connotazioni mitologiche e ipermatematiche:</em> <em>mezzo anarchico, mezzo insurrezionalista (cioè che ha problemi endocrini) e per la terza metà antagonista</em> <em>(cioè con problemi della sfera sessuale). La terminologia inglese consente una designazione più rapida del </em><em>fenomeno: black bloc, specie di Lego con mattoncini tutti neri, che in genere piacciono poco ai bambini,</em><br />
<em>fatta eccezione per quelli destinati a diventare da grandi architetti o stilisti.</em><br />
<em></em></p>
<p><em>Questa seconda tipologia di NO TAV si caratterizza per gli atteggiamenti violenti. Colpiti dal lancio di</em> <em>lacrimogeni, dalle manganellate e dai getti degli idranti, questi NO TAV indossano dei k-way, si coprono il </em><em>volto (a volte addirittura ricorrono alle maschere antigas), lanciano pietre, sparano fuochi artificiali e si</em> <em>fanno spremute di limoni. Da tempo si sospetta che ricevano sostegno economico da parte della ditta</em> <em>Sanofi-Aventis, in relazione all’attività di sponsorizzazione del prodotto Maalox.</em><br />
<em>Recentemente è stata svelata la strategia che utilizzano nelle loro efferate azioni: “Si parte tutti insieme, si</em> <em>torna tutti insieme”. Si ritiene che all’origine di tale pensiero vi siano le posizioni rivoluzionarie di Leonhard</em> <em>Euler e John Venn, sui quali stanno indagando i servizi segreti.</em><br />
<em>Applicando il metodo sperimentale, è stato purtroppo dimostrato che negli ultimi tempi ha avuto luogo</em> <em>ibridazione fra i due tipi di NO TAV: sottoposti al test del lacrimogeno, vecchietti NO TAV valsusini sono stati</em> <em>visti coprirsi il volto e indossare maschere antigas. I NO TAV appartenenti alla frangia del movimento</em> <em>“Cattolici per la vita della valle” hanno manifestato forme di confusione recitando la Salve Regina; ora</em> <em>dicono: “a Te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrimogeni”.</em><br />
<em>Spetta in ogni caso a un NO TAV locale l’azione più efferata di cui si è reso responsabile il movimento. Il NO</em> <em>TAV in questione ha ripetutamente apostrofato un carabiniere con il termine di “pecorella”, dicendogli</em> <em>infine “ti voglio bene”. Mai avrei pensato che un individuo potesse arrivare a tanta abiezione e che le forze</em> <em>dell’ordine fossero sottoposte ad insulti simili. E non è solo una mia percezione: ispirato dall’evento, il</em> <em>regista del film ACAB ha deciso di preparare il sequel, che si intitolerà ACAB 2 – la vendetta di pecorella.</em><br />
<em>Grazie a Dio, giornali, telegiornali e giornali radio hanno saputo dare il giusto peso all’infelice uscita del</em> <em>giovane squilibrato. Il mostro è stato sbattuto in prima pagina e in apertura dei servizi; sono state evocate</em> <em>le Brigate Rosse e si è finalmente definita la linea della tolleranza zero, che sarà anche il titolo di un</em> <em>prossimo programma televisivo di approfondimento politico, probabilmente condotto dal dottor Forbice.</em><br />
<em>Spero che basti, anche se, per sicurezza e stante la grande disponibilità di rotatorie stradali, spesso del tutto</em> <em>inutili, avrei preferito l’impiccagione del soggetto in una qualsiasi di queste.</em> <em>La violenza, dunque, e la legalità violata. In proposito voglio rivolgere un grazie personale al capo della</em> <em>polizia Manganelli e al prefetto di Torino Di Pace. </em></p>
<p><em>Insieme formano una coppia perfetta, assolutamente</em> <em>bipartisan: Manganelli di Pace.</em></p>
<p><em></em><br />
<em>Io c’ero, il 27 giugno 2011 alla Maddalena, e ho potuto verificare con i miei occhi come oltre 2000 </em><em>rappresentanti delle forze dell’ordine abbiano saputo sgominare qualche centinaio di NO TAV che pure si </em><em>trovava legalmente sul posto (in parte su terreni di proprietà e dopo aver pagato il plateatico per il</em><br />
<em>campeggio). Tutto questo, sostenuti solo da un’ordinanza prefettizia di dubbia legittimità e con il semplice </em><em>lancio di poche centinaia di lacrimogeni al CS. Sparati anche nel bosco, in modo da costringere i ribelli, </em><em>anziani compresi, a non poter tornare sull’unica strada presente e a dover fuggire risalendo i ripidi sentieri </em><em>di versante. Ho visto nei filmati su Internet come le tende in cui avevano campeggiato i NO TAV siano state </em><em>sapientemente tagliate, marcate con l’urina e le feci, e ho saputo che gli eroi dell’allora Ministro Maroni</em><br />
<em>hanno distrutto libri, rubato soldi e scrupolosamente asportato la biancheria femminile, presumibilmente </em><em>lasciata dagli anarchici in disordine. Precisi, così bisogna essere, precisi e ordinati. </em></p>
<p><em>E visto che nell’area</em> <em>c’erano anche delle brutte e ingombranti tombe del neolitico era bene spianarle, come hanno provveduto </em><em>subito a fare quelli che avete mandato sul posto.</em><br />
<em>Precisi sono stati anche quei finanzieri che hanno sputato, tirato pietre e sparato lacrimogeni dal viadotto </em><em>Clarea direttamente sui manifestanti, decine di metri più in basso, il 3 luglio 2011. Prendevano bene la</em> <em>mira, quei bravi ragazzi, posso garantirlo perché l’ho visto, ma anche in questo caso ci sono foto e filmati.</em></p>
<p><em></em><br />
<em>Mi spiace che tali documenti non siano stati mostrati in tv, altrimenti tutti avrebbero potuto capire che se </em><em>non è stato colpito un numero maggiore di manifestanti è stato solo per la distanza e non per mancanza di</em> <em>abilità dei tiratori. </em><em>Zelanti operatori si muovono alla Maddalena. Come quelli che, il 27 febbraio scorso, hanno continuato a</em> <em>darsi da fare per piazzare recinzioni nonostante Luca Abbà abbia cercato di distrarli cadendo da un traliccio.</em><br />
<em></em></p>
<p><em>Un cretinetti, Luca Abbà, come ha scritto il Giornale mentre il demente stava in coma farmacologico al CTO</em> <em>di Torino. Bisogna riconoscerlo: il Giornale, a differenza di Marco Bruno (quello di “pecorella”), sa quali </em><em>sono i toni e i termini appropriati alle situazioni.</em></p>
<p><em></em><br />
<em>E poi, vogliamo finalmente far sapere a quelle frange estremiste che  rivendicano l’equità sociale chi</em>  <em>veramente la pratica? Questo cretinetti di Luca Abbà è uno dei proprietari dei terreni dove deve sorgere il</em>  <em>cantiere; lui e gli altri NO TAV hanno infatti comprato tanti pezzi il terreno nella zona. Pensavano che la</em> <em>proprietà privata sarebbe stata tutelata e che per rendere disponibili i terreni per il cantiere, i medesimi </em><em>avrebbero dovuto essere regolarmente espropriati. Macché! Incurante del fatto che le ordinanze</em><br />
<em>prefettizie dovrebbero essere provvedimenti eccezionali, da utilizzarsi solo in casi indifferibili e </em><em>nell’impossibilità di avvalersi di ordinari strumenti normativi, il Prefetto Di Pace ha emesso la settima</em> <em>Ordinanza in pochi mesi. </em></p>
<p><em>Così, prima ancora della partenza delle lettere di esproprio, i terreni, compreso </em><em>quello di Abbà, sono stati recintati. Non è forse un fulgido esempio di genuino comunismo delle origini? O,</em> <em>se preferite, di condivisione evangelica dei beni? Si faccia allora sapere a tutti che la bontà del Prefetto, e</em><br />
<em>dei Ministri che ne avvallano l’operato, supera i cavilli legali!</em><br />
<em></em></p>
<p><em>Ma torniamo alla precisione. Come quella delle forze dell’ordine che hanno sgombrato la A32 solo qualche</em> <em>giorno fa, il 29 febbraio 2012. C’ero anch’io e ho visto, ma su Internet ci sono anche dei filmati, purtroppo</em> <em>trasmessi solo da qualche tv. Si dovrebbe rendere conto maggiormente dello zelo dei nostri operatori</em> <em>dell’ordine. Hanno attaccato alla grande, come sempre facendosi promotori dell’azione, senza che fosse </em><em>volata una pietra, mandando avanti idranti e lacrimogeni al CS. E chi dice che ciò era dovuto, per </em><em>sgomberare l’autostrada, non riconosce tutto il loro merito, la passione che li ha guidati ben oltre. </em></p>
<p><em>Oltre le </em><em>rampe dell’autostrada, oltre la vicina statale, fino all’interno del centro abitato le forze dell’ordine hanno</em> <em>fatto giustizia di chi faceva disobbedienza civile con la loro obbedienza incivile: a suon di manganelli hanno </em><em>tirato fuori NO TAV e giornalisti dagli esercizi commerciali in cui si erano rifugiati.</em></p>
<p><em></em><br />
<em>Operazioni di questo tipo dovrebbero aver luogo più frequentemente. Anche perché va evidenziato che il </em><em>grosso del popolo NO TAV è fatto di anziani esagitati, che gravano sulle finanze dello Stato per via della </em><em>pensione e sono i principali responsabili dell’intasamento dei Pronto Soccorso.</em></p>
<p><em></em><br />
<em>Un pensiero grato va inoltre alla gran parte dei giornalisti (le eccezioni non si sentano incluse). I NO TAV</em> <em>hanno lungamente manifestato in modo non violento, anche con scioperi della fame e della sete e persino</em><br />
<em>stando aggrappati per giorni ad un albero, come ha fatto Turi Vaccaro. Ma voi vi siete sempre premurati di </em><em>non far perder tempo, parlandone, agli italiani. Al massimo un rapido accenno dopo i cortei più partecipati</em><em>, sui programmi regionali, il coretto del trio Cota-Saitta-Fassino: “Ora si faccia l’opera”.</em></p>
<p><em> Per circa 20 anni </em><em>questi amministratori e quelli che li hanno preceduti hanno ripetuto lo stesso concetto, ed è stata questa la</em> <em>discussione con quella stragrande maggioranza dei valsusini contraria al TAV. “Decine di migliaia di persone</em> <em>in piazza?, non sono d’accordo? Fortunatamente non ci sono stati incidenti; ora si faccia l’opera”.</em><br />
<em>Con questo non si pensi che i politici e i media non abbiano dato abbastanza ascolto e spazio al tema del</em> <em>TAV. Per poterne parlare, ad esempio, la sera dopo la manifestazione del 25 febbraio scorso, alla quale si</em> <em>dice abbiano preso parte circa 70.000 NO TAV, il capo della Polizia ferroviaria Mortola (altro nome </em><em>evocativo!, e che curriculum…) ha fatto in modo che i manifestanti che dovevano rientrare col treno a </em><em>Milano trovassero la stazione di Porta Nuova piena di poliziotti, nel tipico assetto antisommossa che si usa</em><br />
<em>per controllare se la gente ha il biglietto. Con manganellate e lancio di lacrimogeni in stazione (uno </em><em>direttamente su un treno) nessun clandestino è sfuggito!</em></p>
<p><em></em><br />
<em>Tutta la mia solidarietà, infine, al procuratore Caselli. Ha ricevuto insulti e minacce e molti NO TAV se ne</em> <em>sono rammaricati. Si tratta di Caselli, un mito, e per questo della pericolosità degli individui arrestati</em> <em>nessuno può dubitare: non importa che venga detto cosa hanno fatto, è una questione di fede.</em><br />
<em>I NO TAV chiedono a Caselli perché non siano stati arrestati gli agenti delle forze dell’ordine responsabili di</em> <em>aver violato le regole di ingaggio, ad esempio sparando lacrimogeni ad altezza d’uomo.</em> <em>Ma davvero i NO TAV non riescono a capire? A quegli agenti mica è stato dato l’encomio, no? L’encomio,</em> <em>infatti, si dà a quelli che fanno il loro dovere e, se glielo si dà, tutti dovrebbero capire che si tratta di</em> <em>eccezioni e che il modo di punire gli altri consiste nel non congratularsi con loro.</em></p>
<p style="text-align: center"><em>Elena Patriarca, anni 51, moderata, non valsusina, ma contribuente italiana (biologa, libero</em> <em>professionista). Soprattutto, riconoscente per il TAV, per il fatto che ci abbiate spiegato che di una</em> <em>questione di ordine pubblico si tratta, benché presto ci fornirete un’analisi tecnica dei costi/benefici</em> <em>dell’opera di cui, se tanto mi dà tanto, ecco un’anticipazione:</em></p>
<p style="text-align: center"><em>Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,</em><br />
<em>ogni Cristo scenderà dalla croce,</em><br />
<em>anche gli uccelli faranno ritorno.</em><br />
<em>Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno,</em><br />
<em>anche i muti potranno parlare,</em><br />
<em>mentre i sordi già lo fanno.</em><br />
<em>(Grata, questa volta sinceramente, a Lucio Dalla).</em></p>
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		<title>Eco temporary shop a Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 10:10:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[abbigliamento estivo]]></category>
		<category><![CDATA[abbigliamento outdoor]]></category>
		<category><![CDATA[ChangeUp]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[moda sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[temporary shop]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono stati inaugurati a febbraio i primi Eco Temporary Shop di Milano. Si tratta di due negozi dove sarà possibile organizzare eventi, ovviamente a contenuto ecologico, in due punti chiave della città: Corso Garibaldi 42 e Corso di Porta Romana (di fronte al civico 54). Si possono prendere in affitto per brevi periodi degli spazi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/2012/03/temporary_shop.jpg" alt="" title="temporary shop ecologico a Milano" width="240" height="358" class="alignleft size-full wp-image-12743" />Sono stati inaugurati a febbraio i primi <a href="http://www.changeup.it/Hpm00.asp?IdCanale=107">Eco Temporary Shop</a> di Milano. Si tratta di due negozi dove sarà possibile organizzare eventi, ovviamente a contenuto ecologico, in due punti chiave della città: Corso Garibaldi 42 e Corso di Porta Romana (di fronte al civico 54). </p>
<p>Si possono prendere in affitto per brevi periodi degli spazi affacciati su vie di ottimo passaggio e presentare al pubblico la propria idea. E&#8217; possibile partecipare in esclusiva (monobrand) o in shop sharing (multibrand) in questo caso il costo settimanale si suddivide tra i partecipanti.  </p>
<p>Le categorie merceologiche che gli organizzatori pensano di ospitare sono tutte quelle che ruotano attorno all&#8217;abbigliamento e agli accessori, oltre che all&#8217;ecoturismo. Insomma, un mix di etica, ecologia ed estetica. </p>
<p><span id="more-12742"></span></p>
<p>L&#8217;iniziativa e&#8217; nata dall&#8217;incontro tra <a href="http://www.ecowiki.it/tag/changup">Change up!</a>, realtà specializzata nella comunicazione della sostenibilità e la pigiameria FivetoNine.</p>
<p>Il fenomeno dei temporary store e dei business center e? in ascesa, basti pensare che gli iscritti ad <a href="http://www.assotemporary.it">Assotemporary</a>, l’unica l’Associazione in Italia che opera per lo sviluppo della formula temporary, nel 2011 ha registrato un aumento di associati del 55% raggiungendo quota 100 su tutto il territorio nazionale, più della meta? a Milano. </p>
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		<title>Ciclisti milanesi offesi dai consigli del comune</title>
		<link>http://www.ecowiki.it/ciclisti-milanesi-offesi-dai-consigli-del-comune.html</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 11:18:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Auto e trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[incidenti stradali]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[salvaiciclisti]]></category>
		<category><![CDATA[traffico urbano]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Andare in bicicletta sarà più sicuro se i ciclisti sapranno prevedere gli errori degli automobilisti&#8221;. Questa, a mio parere la frase che ha scatenato la bufera di risposte piccate dei ciclisti milanesi al dossier #salvaiciclisti ‘Consigli per la sicurezza di chi va in bicicletta&#8216; presentato dal comune di Milano. Io credo ci siano stati dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/2012/02/white_bike.jpg" alt="Milano e i consigli salva ciclisti" title="ghost bike" width="240" height="172" class="alignleft size-full wp-image-12726" />&#8220;Andare in bicicletta sarà più sicuro se i ciclisti sapranno prevedere gli errori degli automobilisti&#8221;. Questa, a mio parere la frase che ha scatenato la bufera di risposte piccate dei ciclisti milanesi al dossier #salvaiciclisti ‘<a href="http://www.ecowiki.it/media/2012/02/Consigli.pdf">Consigli per la sicurezza di chi va in bicicletta</a>&#8216; presentato dal comune di Milano. </p>
<p>Io credo ci siano stati dei <strong>problemi di comunicazione</strong> nel modo in cui e&#8217; stato dato e ricevuto il messaggio oltre che nel mezzo usato per diffonderlo:</p>
<p>1) il target a cui e&#8217; stato presentato il documento era composto da <strong>ciclisti organizzati e informati</strong>, riuniti in community dove il tema della sicurezza era già vissuto come pressante. A quanti dei presenti mancavano le luci? Quanti di loro rischiavano la multa per aver circolato senza pneumatici?</p>
<p><span id="more-12723"></span></p>
<p>I consigli sono stati letti come se ad una ragazza violentata si fosse detto di non vestirsi troppo carina, che poi la colpa dello stupro diventa sua. Le vittime della strada si sono sentite scaricare la responsabilità della sicurezza sulle proprie spalle. </p>
<p>2) il target si aspettava un <strong>alleato schierato dalla sua parte al 100%</strong> nel Comune e questa aspettativa rende difficile il dialogo con un ente (il Comune) che per sua natura democratica deve rappresentare tutti. I ciclisti sono una minoranza da proteggere perché rischiano più di altre classi, ma la altre classi sono numericamente più numerose e quindi possono permettersi di &#8220;dettar legge&#8221;.</p>
<p>Chi usa la bici e rischia la vita tutti i giorni sa che qualche automobilista ignora i tuoi segnali di svolta, altri ti aprono la portiera in faccia e ti sorpassano per poi tagliarti la strada e girare. Lo sanno talmente bene che qualcuno arriva al punto di <a href="http://mammiferobipede.wordpress.com/2012/02/25/un-ciclista-da-marciapiede/">&#8220;andare fuori strada&#8221;</a> pur di conservare la pelle attaccata alle ossa. Chi infrange il codice della strada dice di farlo perché in questo modo si sente più sicuro.</p>
<p>3) il target (ipotesi mia) dava anche per scontata una contrapposizione netta e totale tra <strong>&#8220;automobilisti colpevoli e incivili contro ciclisti vittime innocenti&#8221;</strong>. Ricordarsi che gli automobilisti hanno un angolo cieco mi sembra un consiglio utile, a dar fastidio era il sottinteso che fosse il ciclista a doversene ricordare. Ai ciclisti ha dato fastidio che non fosse stata scritta una <a href="http://www.mazzei.milano.it/2012/02/25/il-comune-di-milano-regala-ai-ciclisti-i-consigli-per-la-sicurezza-di-chi-va-in-bicicletta-attendiamo-fiduciosi-la-versione-dedicata-agli-automobilisti/">analoga raccolta indirizzata agli automobilisti</a>.</p>
<p>Il cambio di rotta del comune rispetto alla mobilità su due ruote si vede dall&#8217;aumento delle <a href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/giornale/giornale/tutte+le+notizie+new/mobilita%2C+ambiente%2C+arredo+urbano%2C+verde/aumentate_multe_sosta_pista_ciclabile">multe a chi parcheggia l&#8217;auto sulle piste ciclabili</a>. Guardando alle contravvenzioni fatte nei mesi di gennaio se ne contano 40 nel 2010, 64 nel 2011, 543 nel 2012. </p>
<p>Gli automobilisti non si aggregano in community perché non ne sentono il bisogno, quindi sono più difficili da coinvolgere in una discussione pubblica come questa. Con loro credo si debba puntare sul passaparola, rinforzato da dati strombazzati sulla stampa locale sulla nuova severità nei confronti dei comportamenti scorretti. </p>
<p>4) dopo la conferenza di presentazione il target di <strong>un pdf scaricabile in italiano</strong> e&#8217; un utente connesso a internet che legge l&#8217;italiano e segue la cronaca urbana. Come fa questo messaggio a raggiungere gli stranieri o i pensionati? Anche tra quelli che vanno on line, molti si collegano dagli internet point per parlare ad amici e parenti in madrepatria, non per scaricare consigli. L&#8217;onere di tradurre, stampare e diffondere a chi e&#8217; affidato?</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/bootbearwdc/2750714149/">dbking</a></p>
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		<title>Da greenwashing a brownwashing: non vogliamo più fazzoletti bianchi</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 11:31:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Casiraghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[carta riciclata]]></category>
		<category><![CDATA[green marketing]]></category>
		<category><![CDATA[greenwashing]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia del consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicita ingannevole]]></category>

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		<description><![CDATA[Serve il colorante per far sembrare la carta &#8220;ecologica&#8221; e venderla meglio. L’espressione “greenwashing”, vale a dire la pratica di promuovere un prodotto perché ecosostenibile quando in realtà è solo un pretesto per renderlo appetibile al consumatore “responsabile”, potrebbe cambiare colore e diventare “brownwashing”, almeno per quel che riguarda i prodotti per la pulizia come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-12567" src="http://www.ecowiki.it/media/2012/02/napkins-piccolo.jpg" alt="fazzoletti riciclati" width="240" height="179" />Serve il colorante per far sembrare la carta &#8220;ecologica&#8221; e venderla meglio.</p>
<p>L’espressione “greenwashing”, vale a dire la pratica di promuovere un prodotto perché ecosostenibile quando in realtà è solo un pretesto per renderlo appetibile al consumatore “responsabile”, potrebbe cambiare colore e diventare “brownwashing”, almeno per quel che riguarda i prodotti per la pulizia come <strong>fazzoletti</strong>, <strong>carta igienica</strong> e <strong>pannolini</strong>.</p>
<p>Il 25 gennaio 2012, The Wall Street Journal pubblica un articolo <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970203718504577180852718515394.html">(Trying On Shades of Brown to Scream Green)</a> a questo riguardo. Le sezioni marketing delle aziende specializzate in questi prodotti hanno trovato una nuova strategia di vendita: <strong>il marrone simbolizza l’attenzione all’ambiente</strong>. Il consumatore ecofriendly ha bisogno di notare una differenza visiva tra i prodotti derivanti da un processo produttivo attento all’ambiente e il resto dei prodotti. Il colore è l’elemento più immediato e inappuntabile che determina la scelta.<span id="more-12562"></span></p>
<p>In realtà, oggi la carta che deriva al 100% da fibre riciclate può essere sbiancata senza l’utilizzo di cloro. Seventh Generation, l&#8217;azienda americana di prodotti cura casa e cura persona, non utilizza composti chimici per sbiancare i suoi pannolini, ma con questa nuova trovata, ha aggiunto uno step ulteriore al suo processo produttivo: <strong>pigmenti di marrone aggiunti ai prodotti per renderli più eco!</strong></p>
<p>Attenzione però alla nuance: non deve essere un marrone scuro, ma nemmeno un colore carico di grigio, che ricorda la sporcizia. Insomma, il beige è perfetto per indicare l’ecosostenibilità.</p>
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		<title>Gli spot fanno consumare un 13% in più di cibo spazzatura</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 10:57:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione dei bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[cibo spazzatura]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[spot pubblicitario]]></category>

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		<description><![CDATA[Senza la pubblicità del cibo spazzatura in TV, i bambini ne consumano il 13% in meno. Questo dato serve a calibrare le politiche sanitarie contro l&#8217;obesità infantile (con effetti collaterali benefici come la diminuzione del consumo di cibo, di farmaci per la sindrome metabolica, di inquinamento dovuto allo spostamento di grasso&#8230;) A misurare il dato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/2012/01/obesita_alimentazione.jpg" alt="" title="obesità, alimentazione e pubblicità al junk food" width="240" height="180" class="alignleft size-full wp-image-12365" />Senza la pubblicità del cibo spazzatura in TV, <strong>i bambini ne consumano il 13% in meno.</strong> Questo dato serve a calibrare le politiche sanitarie contro l&#8217;obesità infantile (con effetti collaterali benefici come la diminuzione del consumo di cibo, di farmaci per la sindrome metabolica, di inquinamento dovuto allo spostamento di grasso&#8230;) </p>
<p>A misurare il dato sono stati dei ricercatori dell&#8217;università dell&#8217;Illinois grazie al bando sugli spot messo in atto in Quebec, tra il 1984 e il 1992. Il bando ha avuto un effetto sulla popolazione di lingua francese, ma non sulle famiglie che parlavano inglese, esposte agli spot nordamericani. L&#8217;ambiente sociale, le offerte dei fast food, le merendine nei supermercati erano le stesse per i due gruppi, ma i francesi ne hanno comprate sensibilmente di meno. </p>
<p><span id="more-12364"></span></p>
<p>I ricercatori hanno concluso che, per essere efficace, <strong>il bando deve coprire un sistema mediatico chiuso.</strong> I francesi in Quebec lo sono, non guardando troppo la TV francese della Francia. Se altri singoli Stati americani lo adottassero, le persone sarebbero comunque esposte agli spot trasmessi dalle reti sovranazionali. Inoltre, si dovrebbe ormai estendere il bando agli spot che girano via Internet, visto che anche i bambini ormai passano più tempo on line che davanti alla TV. </p>
<p>Il concetto penso si possa <strong>estendere anche ai giocattoli spazzatura</strong>, quelli pubblicizzati a martello tra un cartone animato e l&#8217;altro, costruiti apposta per rompersi e per aver bisogno di accessori. Questi spot sono una istigazione alla bulimia tanto quanto il fast food. Per risparmiare soldi, serenità e risorse naturali sarebbe meglio far vedere ai bambini solo i cartoni, senza la farcitura commerciale. </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/calgaryreviews/5583698525/">Calgary Reviews</a><br />
Via | <a href="http://news.illinois.edu/news/12/0119junkfoodbans_KathyBaylis.html">Univ. Illinois</a></p>
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		<title>Perdere peso scrivendo un blog: la dieta web 2.0</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 09:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone pratiche e consigli]]></category>
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		<category><![CDATA[psicologia alimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricercatori delle università di Stanford e Waterloo hanno misurato la perdita di peso in due gruppi di donne scoprendo che dimagriscono più facilmente quelle che scrivono delle loro passioni. 45 ragazze di cui 26 obese o sovrappeso sono state pesate e poi e&#8217; stato chiesto loro di scegliere tra creatività, relazioni sociali, politica e affetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/blogger_dieta.jpg" alt="dimagrire scrivendo di cose belle" title="dimagrire scrivendo di cose belle" width="240" height="180" class="alignleft size-full wp-image-12240" />Ricercatori delle università di Stanford e Waterloo hanno misurato la perdita di peso in due gruppi di donne scoprendo che <strong>dimagriscono più facilmente quelle che scrivono delle loro passioni</strong>. </p>
<p>45 ragazze di cui 26 obese o sovrappeso sono state pesate e poi e&#8217; stato chiesto loro di scegliere tra creatività, relazioni sociali, politica e affetti familiari un tema su cui scrivere un brano in 15 minuti. Le prime hanno pensato a qualcosa di molto importante per loro stesse e 4 mesi dopo avevano perso 1,6 kg, le seconde hanno riflettuto su qualcosa di importante per altri e si sono presentate alla visita di controllo con 1,2 kg in più, ovvero con l&#8217;aumento di peso tipico per la loro fascia d&#8217;età e occupazione. </p>
<p><span id="more-12239"></span></p>
<p>Christine Logel dell&#8217;università di Waterloo spiega che <strong>tutti abbiamo bisogno di pensare positivamente di noi stessi</strong>. Quando qualcosa minaccia l&#8217;integrità dell&#8217;immagine che abbiamo di noi, ad esempio quando falliamo un test o litighiamo con qualcuno, cerchiamo più facilmente consolazioni alimentari. Si può rompere questo schema ricordando a noi stessi le cose che ci emozionano positivamente e che abbiamo fatto bene. </p>
<p>Tenere un blog su un argomento che appassiona ha quindi l&#8217;effetto prolungato di nutrire la nostra anima <strong>evitando che cerchi soddisfazioni alimentari</strong>. Questo significa anche brutte notizie per i blogger di professione, che se non amano l&#8217;argomento di cui scrivono si trovano a rischio ingrasso. </p>
<p>Scrivere mi sembra la dieta più adatta a chi passa molte ore seduto al computer, non richiede sforzi eccessivi o privazioni, non castra la vita sociale, non prevede l&#8217;ingestione di prodotti chimici e non costringe il resto della famiglia a cambiare abitudini. Se poi scrivere di ecologia vi appassiona, oltre a dimagrire contribuiremo anche a diffondere idee che migliorano il mondo! :)</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/comprock/4018484477/">comprock</a><br />
<a href="http://www.psychologicalscience.org/index.php/news/releases/exercise-is-good-for-your-waistline-but-its-a-writing-exercise.html">Exercise Is Good for Your Waistline</a> – But It’s a Writing Exercise</p>
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		<title>Dal gossip sugli oggetti a quello sulle persone</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 11:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lumachina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[buoni propositi]]></category>
		<category><![CDATA[consumismo]]></category>
		<category><![CDATA[decrescita felice]]></category>
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		<category><![CDATA[pettegolezzo]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia dei consumi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il gossip non fa male. Parlare delle conoscenze in comune e&#8217; tipico degli esseri umani, fa circolare informazioni utili al funzionamento della società e stringe i legami tra le persone, ma il gossip dovrebbe esse epurato dei confronti e dei commenti sugli oggetti. La pubblicità coltiva attentamente le nostre insicurezze e ci spinge a placarle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecowiki.it/media/gossip_decrescita.jpg" alt="" title="Two Girls Give Thumbs Up. Youth Group Volleyball and Swim. Cayuc" class="alignleft size-full wp-image-12219" />Il gossip non fa male. Parlare delle conoscenze in comune e&#8217; tipico degli esseri umani, fa circolare informazioni utili al funzionamento della società e stringe i legami tra le persone, ma <strong>il gossip dovrebbe esse epurato dei confronti e dei commenti sugli oggetti</strong>. </p>
<p>La pubblicità coltiva attentamente le nostre insicurezze e ci spinge a placarle comprando oggetti, ricordandoci continuamente che <strong>gli altri ci guardano</strong> e che <strong>non dobbiamo sfigurare</strong>. Il mio bucato deve essere più bianco, la mia erba più verde, il mio telefono più smart. Il disagio che proviamo paragonandoci agli altri e&#8217; reale, ma la convinzione che un oggetto ci possa far stare bene e&#8217; una bufala enorme. </p>
<p>Quasi ci vergogniamo a dire che siamo sazi e che i nostri armadi sono pieni di vestiti e di oggetti. Ci lamentiamo a parole per non suscitare invidia e per ricevere benevolenza. <strong>Vogliamo l&#8217;approvazione degli altri</strong> e la cerchiamo esibendo oggetti, d&#8217;altro canto vogliamo essere benaccetti e quindi mettiamo in ombra i giocattoli nuovi evidenziandone i difetti. </p>
<p><span id="more-12218"></span></p>
<p>Non credo che molti di voi passino la giornata ad aggiornare la tabella dei vestiti indossati da tutte le donne che conoscete, dagli orologi posseduti alla macchina che guidano. Io, francamente, <strong>preferisco segnarmi e ricordarmi quelli che sono stati gentili con me</strong>, quelli con cui e&#8217; piacevole chiacchierare e quelli che mi hanno prestato delle cose utili. </p>
<p>Fino a quando continueremo a giudicare gli altri dagli oggetti che si portano appresso non riusciremo a liberarci del motivo per cui li comprano. Smettiamo di parlarne, facciamo sentire a proprio agio le persone che ci stanno attorno con <strong>commenti sulle loro azioni e non sulle loro compere</strong>. </p>
<p>Il mio buon proposito per il 2012 e&#8217; quindi di chiudermi la bocca ogni volta che starò per commentare un oggetto posseduto da qualcuno, per non alimentare questa corsa al rialzo che spinge a produrre/comprare/cambiare oggetti inutili. Meglio tenere il fiato per spettegolare sulle relazioni tra le persone. </p>
<p>Buon anno a tutti! :)</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/mikebaird/6110660945/">mikebaird</a></p>
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