Ciclisti milanesi offesi dai consigli del comune

lunedì, 27 febbraio 2012 a cura di lumachina
in: Auto e trasporti, Comunicazione e cultura

Milano e i consigli salva ciclisti“Andare in bicicletta sarà più sicuro se i ciclisti sapranno prevedere gli errori degli automobilisti”. Questa, a mio parere la frase che ha scatenato la bufera di risposte piccate dei ciclisti milanesi al dossier #salvaiciclisti ‘Consigli per la sicurezza di chi va in bicicletta‘ presentato dal comune di Milano.

Io credo ci siano stati dei problemi di comunicazione nel modo in cui e’ stato dato e ricevuto il messaggio oltre che nel mezzo usato per diffonderlo:

1) il target a cui e’ stato presentato il documento era composto da ciclisti organizzati e informati, riuniti in community dove il tema della sicurezza era già vissuto come pressante. A quanti dei presenti mancavano le luci? Quanti di loro rischiavano la multa per aver circolato senza pneumatici?

I consigli sono stati letti come se ad una ragazza violentata si fosse detto di non vestirsi troppo carina, che poi la colpa dello stupro diventa sua. Le vittime della strada si sono sentite scaricare la responsabilità della sicurezza sulle proprie spalle.

2) il target si aspettava un alleato schierato dalla sua parte al 100% nel Comune e questa aspettativa rende difficile il dialogo con un ente (il Comune) che per sua natura democratica deve rappresentare tutti. I ciclisti sono una minoranza da proteggere perché rischiano più di altre classi, ma la altre classi sono numericamente più numerose e quindi possono permettersi di “dettar legge”.

Chi usa la bici e rischia la vita tutti i giorni sa che qualche automobilista ignora i tuoi segnali di svolta, altri ti aprono la portiera in faccia e ti sorpassano per poi tagliarti la strada e girare. Lo sanno talmente bene che qualcuno arriva al punto di “andare fuori strada” pur di conservare la pelle attaccata alle ossa. Chi infrange il codice della strada dice di farlo perché in questo modo si sente più sicuro.

3) il target (ipotesi mia) dava anche per scontata una contrapposizione netta e totale tra “automobilisti colpevoli e incivili contro ciclisti vittime innocenti”. Ricordarsi che gli automobilisti hanno un angolo cieco mi sembra un consiglio utile, a dar fastidio era il sottinteso che fosse il ciclista a doversene ricordare. Ai ciclisti ha dato fastidio che non fosse stata scritta una analoga raccolta indirizzata agli automobilisti.

Il cambio di rotta del comune rispetto alla mobilità su due ruote si vede dall’aumento delle multe a chi parcheggia l’auto sulle piste ciclabili. Guardando alle contravvenzioni fatte nei mesi di gennaio se ne contano 40 nel 2010, 64 nel 2011, 543 nel 2012.

Gli automobilisti non si aggregano in community perché non ne sentono il bisogno, quindi sono più difficili da coinvolgere in una discussione pubblica come questa. Con loro credo si debba puntare sul passaparola, rinforzato da dati strombazzati sulla stampa locale sulla nuova severità nei confronti dei comportamenti scorretti.

4) dopo la conferenza di presentazione il target di un pdf scaricabile in italiano e’ un utente connesso a internet che legge l’italiano e segue la cronaca urbana. Come fa questo messaggio a raggiungere gli stranieri o i pensionati? Anche tra quelli che vanno on line, molti si collegano dagli internet point per parlare ad amici e parenti in madrepatria, non per scaricare consigli. L’onere di tradurre, stampare e diffondere a chi e’ affidato?

Foto | dbking

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