Che aria respiriamo in bici? Come possiamo difenderci?

martedì, 4 maggio 2010 a cura di Enrico Pascucci
in: Auto e trasporti

Per chi vive in città su una bici, le auto sono la prova che l’uomo si è abbandonato alle lusinghe del demonio.
Sempre costretti a mantenere allenati i riflessi per sopravvivere a chi parla col cellulare mentre guida incapsulato in un mezzo che pesa (nei casi migliori) come 15 uomini e che produce la forza di 3000 atleti, si vive in strada in un costante stato di ansia e nervosismo.
C’è però un nemico che con tutta la nostra bravura e tutta la nostra attenzione non possiamo evitare: lo smog.

Mentre un ciclista immette nell’atmosfera soltanto un minimo di anidride carbonica e al limite un po’ di sudore, l’orda di mostri meccanici che lo circondano appestano l’aria con svariati tipi di carburante incombusto, prodotti nocivi dovuti a combustione parziale e, ancora peggio, micro e nanoparticelle risultanti dal lavoro dei catalizzatori e dai filtri anti-particolato.

Se questi sono tutti buoni motivi per odiare le auto che vi circondano, la lettura di un interessante studio pubblicato sul sito della FIAB vi darà anche qualche buon motivo per gongolare.
Secondo degli studi commissionati dall’UE chi viaggia in macchina respira una quantità di sostanze inquinanti doppia rispetto a chi viaggia in bici e questo nonostante il ritmo respiratorio di chi pedala sia decisamente più sostenuto rispetto a quello di chi poltrisce in auto.
Resta sempre il fatto che, se pur in maniera minore, siamo pur sempre bersaglio di una gran quantità di patogeni che non abbiamo scelto noi di immettere nell’atmosfera, ma con poca spesa possiamo fare molto per difenderci.Proteggere le vie respiratorie è importante se si vive in città.
Si pensi che l’associazione dei consumatori Codacons ha denunciato le amministrazioni locali, dopo essere venuta a conoscenza dei risultati di un’indagine statistica congiunta di tutti i Pronto Soccorso milanesi, in cui si è censita una media giornaliera di ben 73 ricoveri al giorno causati dall’inquinamento. E si sta parlando solo di quelli che passano per i Pronto Soccorso.

Fortunatamente esistono dei prodotti in commercio che ci permettono di tutelare la nostra salute e quella dei nostri figli, per chi ce li ha, e che vale la pena tenere in considerazione.

Non pensate però alla classica mascherina bianca usa e getta che si vede solitamente nelle immagini di repertorio usate dai tg quando si parla di smog.
Tali mascherine usa e getta oltre ad essere poco pratiche sono quasi del tutto inefficaci nei confronti di quasi tutti gli inquinanti presenti in mezzo al traffico. Esistono prodotti concepiti appositamente per lo scopo, con filtri ai carboni e tecnologie solitamente impiegate nei luoghi di lavoro per proteggere il personale da esalazioni tossiche, molto efficaci nel filtrare gli scarichi, bloccando particella anche molto più piccole d i 10micron. Sono capaci di trattenere anche prodotti incombusti come il benzene.
Le maschere più sofisticate sono munite di valvola di sfogo per l’aria in uscita, per favorire l’uscita dell’umidità dalla maschera e rendere più libera la respirazione anche col fiato grosso.
Esteticamente questi prodotti sono più curati rispetto alle usa e getta e passano sicuramente più inosservati. I filtri ai carboni, possono essere sostituiti quando esausti e l’operazione va eseguita quando questi sono esausti. La durata varia naturalmente in base a quanta strada si fa quotidianamente in bici e dalla qualità dell’aria che ci circonda, comunque mai meno di un mese (nel caso di una grande città e circa 20/30 km al giorno di bici).

Esteticamente sono piuttosto variegati e tutti comodi da indossare.
Ve ne propongo di due tipi. Il primo l’ho trovato su un grande e conosciuto negozio inglese, ChainReactionCycles.com, dove ho trovato queste maschera indossabili in cotone, che si chiudono intorno al collo con del velcro.  Sono naturalmente lavabili e hanno filtri intercambiabili, la maggior parte sono fornite di valvole, doppie addirittura, per rendere il’uscita dell’aria e del vapore ancora più agevole.

Cercando ancora un po’ ho trovato maschere come questa dell’italiana Tucano, più adatta allo scooter forse, con una sola valvola, ma di dimensioni più generose, per arrivare a coprire anche tutto il collo e gran parte del viso. Ha più l’aspetto di un collare per scooter o di una bandana e si mimetizza meglio (se la valvola fosse stata nera magari…) ma probabilmente può risultate meno tecnica e un po’ più scomoda in bici.

Questo articolo è frutto fondamentalmente di una ricerca fatta per il mio interesse personale.
Qualcuno già fa uso di questo tipo di accessori? Se non ne avete mai fatto uso, ora ne valutereste l’acquisto o magari non vi sentireste a vostro agio ad indossarle?
Si sa che in quanto umani, per quanto ci sforziamo non siamo poi così razionali ed essendo la vista il nostro primo senso, probabilmente siamo portati ad essere intimoriti più dallo sguardo incuriosito di chi ci vede passare magari, più che di un reale e certo rischio per la nostra salute. Se avessimo l’olfatto dei cani andremmo in giro protetti già da decenni probabilmente!

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