Manderanno un messaggio per dirci che loro possono prendersi tutto quello che vogliono ma, noi manderemo il nostro messaggio…Questa, questa è la nostra terra!
Avatar di James Cameron. Con Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Stephen Lang, durata 162 min. – USA, Gran Bretagna 2009
Visto che chi ben principia è già a metà dell’opera abbiamo deciso di incominciare questa rubrica con uno dei peggiori film del 2010 che, ahimè, si vanta di parlare di ecologia.
Sto parlando ovviamente del nuovissimo e tanto agognato film di James Cameron: Avatar, ambasciatore della tanto decantata tecnologia 3D e, stando al suo creatore e la solita frotta pecorona di grandi firme del giornalismo, parabola ecologista definitiva del nuovo decennio.
Prima l’Energy Aware Clock, poi l’guinzaglio per cani con i led, passando per l’evoluzione della bici urbana della Yaka Bike e per l’elicotterino fotovoltaico. Ecowiki si sta man mano riempiendo di gadget tecnologici e gingilli futuristici fatti di materiali eco-compatibili o con la chiara idea di migliorare la nostra vita senza distruggere quel minimo di verde rimasto sulla Terra.
Dopo la rubrica EcoCinema, curata da Pentolaccia e Sefora Ecowiki propone EcoGadget: per organizzare e raccogliere tutte le diavolerie hi-tech (e non solo) che gli ecogeek e possono comprare o realizzare in proprio pensando all’ambiente.
Se hai curiosità particolari, proposte o vuoi semplicemente far conoscere al mondo la tua ultima creazione/acquisto, sentiti libero di scriverci.
Questa settimana rilasceremo in bookcrossing a Milano una trentina di riviste su vari aspetti della sostenibilità ambientale: Spazieremo da Le Scienze a Casa Naturale, passando per le riviste delle aree naturali piemontesi e francesi, vari numeri di Altreconomia, AAM Terra Nuova, Natural e Geo.
La prima mandata la rilasciamo stamattina in un piccolo negozio di alimentari bio di Città Studi, Granaglie, di Via Aselli 33, la seconda mandata e’ prevista per sabato mattina, alla fiera Fa’ la cosa giusta dove hanno allestito un apposito spazio bookcrossing.
Dopo un periodo di limbo dovuto alla fulminante pigrizia (una malattia intestinale contagiosissima) del suo curatore, la rubrica EcoCinema è pronta a riavviare i motori. Quest’anno però si cambia scuderia: dopo quasi 2 anni di rodaggio su Ecoblog.it la rubrica EcoCinema si è trasferita sulle colonne di EcoWiki.
Con il supporto di nuove e volenterose leve della redazione di questo blog affronteremo e presenteremo le contaminazioni più salienti dell’ecologia nel mondo della settima arte.
In altre parole su EcoCinema parleremo di quei film che in modo diretto o indiretto parlano di ambiente e più in generale di tematiche Ecologiche. Consigli di visione, ma anche critiche al vetriolo e anatemi contro cinema spazzatura (non differenziata).
Quando l’apparecchio ha terminato la carica, il cavo di alimentazione viene disconnesso dalla presa di corrente. “Sputato fuori” rende meglio l’idea del funzionamento dell’Outlet Regulator. Il caricabatterie non resta inutilmente caldo tutta la notte se ve lo dimenticate attaccato alla corrente.
L’idea di Conor Klein e’ carina: elimina gli sprechi di energia e pertanto merita attenzione. Merita attenzione anche il video con cui il giovane ecodesigner presenta la sua idea: il video fa pena. Io non mi intendo di grafica, ma mi pare male illuminato, poco contrastato, lento all’avvio, banale nelle inquadrature, sciatto nell’ambientazione, e, soprattutto, leverei le scariche elettrostatiche che fanno da colonna sonora ai 48 secondi di filmato.
Qualcuno di voi e’ in grado di assemblare una presentazione decente per questo oggetto?
Nasce un nuovo gioco da tavolo: Energy Empire. Gli ideatori sono Martina Manieli, Gianluca Carta e Giuseppe Nieddu, tre giovani laureati che spinti dalla passione per la scienza hanno dato vita non solo al gioco, ma anche ad un’associazione di promozione sociale il cui nome ScienzUp è già tutto un programma: lo scopo principale è quello di comunicare ed educare alla sostenibilità ambientale e per farlo si può ricorrere a diverse strategie, una di questa è proprio il gioco.
Energy Empire prende forma a conclusione di un master sulle energie rinnovabili organizzato nell’ambito del progetto T.E.R.S.O. (Talenti, Energia, Ricerca, Sviluppo, Organizzazione) finanziato dalla Fondazione per il Sudall’interno dei progetti per lo Sviluppo del capitale umano di eccellenza. Presentandosi come un mix tra Monopoli e Trivial Pursuit, nel gioco troviamo: un tabellone su cui è rappresentata l’Europa, Carte della Rinnovativita’, carte della Ricerca, carte Domande, Cartoncini dei Certificati Verdi, Tavola Pitagorica, Contagiri, Banconote degli Ecoins e un dado a dodici facce. I giocatori vanno da un minimo di due a un massimo di cinque e ognuno di essi rappresenta una Nazione.
Lo snow branding e’ un modo di “timbrare” la neve con un marchio, utilizzata questo inverno nel Regno Unito. L’idea mi piace molto di più del volantinaggio: non si sprecano materiali (a parte il timbro, che può essere riusato) e il messaggio si scioglie insieme alla neve di cui era composto.
L’impatto zero di questa operazione pubblicitaria e’ stato uno dei motivi che ne ha favorito la diffusione. La campagna e’ stata ideata dai creativi del Curb, per il britannico Extreme Sports Channel, ed e’ stata messa in pratica in 350 punti di Londra.
Il nuovo spot Eni punta all’etica di impresa e cerca di cancellare, come fossero tracce sulla sabbia, anni di nequizie. Il filmato, realizzato da realizzato da TBWA\Italia, si avvale della bravura a dipingere con la sabbia di Ilana Yahav.
Internazionalità e’ una parola interessante.
I popoli non si incontrano, semmai i loro territori vengono attraversati dai gasdotti, i loro mari dalle petroliere. Quando noi italiani li incontriamo di persona, gli altri si chiamano profughi ambientali e se non hanno un contratto di lavoro li respingiamo. Internazionalità per Eni significa essere una multinazionale che compra energia agli stranieri e la rivende agli italiani.
GasLand documenta gli effetti sulla salute e sull’ambiente dell’estrazione del metano negli USA. Le perforazioni stanno aumentando e con esse anche le discariche di materiali tossici, le mandrie avvelenate e i rubinetti dell’acqua da cui escono fiamme.
Ci sono persone che ancora non hanno sostituito le lampadine, che lasciano la luce accesa in una stanza vuota e che non chiudono l’acqua mentre si spazzolano i denti. Per limitare i consumi occorre cambiare questi comportamenti e, quindi, esercitare una pressione sociale su queste persone. La pressione si traduce in spot, volantini, campagne e libri che ripetono da anni le stesse cose.
Non so voi, ma io alla ventesima volta che leggo le stesse cose, per quanto giuste e necessarie, un po’ mi annoio e spengo il cervello.
Quali sono gli eco-consigli che siete stufi di sentire?
Siete stufi perché già fate da anni quella cosa o perché, pur sapendo che andrebbe fatta, non la fate e vi sentite pungolati?
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Ciao Sefora, qui, in Serbia, dove mi trovo adesso, ci sono moltissime case contadine costruite in...
Mi sembrava che le giornate fossero più corte, ecco perché il tempo non mi basta mai!
Sono un ingegnere oltre che imprenditore nel settore edile. Mi sono avvicinato con molto...
Ciao PiccoloSocrate, se non sbaglio in italia la potenza istantanea necessaria è di circa 40 GW per...