martedì, 20 dicembre 2011
a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign
i-wood e’ il nuovo tecno-giocattolo da regalare a chi e’ già on line 24/24.
Le applicazioni sono un toccasana per menti drogate da app e connettività: toccare il tasto home ti rassicura, puoi stupire i tuoi amici pescando delle cose dalla tua memoria senza averle appena cercate in internet e fantasy world ti scollega dal mondo reale e ti trasporta in un universo a tua scelta.
L’i-wood e’ fatto di legno, bamboo per la precisione, colorato con inchiostri a base d’acqua e impacchettato in carta biodegradabile. Il suo consumo di energia e’ trascurabile, tanto e’ basso.
Continua a leggere: i-wood: il tecno regalo davvero sostenibile e social
martedì, 29 novembre 2011
a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign
Trasformare le bottiglie di plastica in fiori e’ facile e veloce.
Se volete provare, portate forbici, plastica e voglia di lavorare sabato 3 dicembre al Broletto di Novara e per tutto il pomeriggio potremo fare esperimenti di riciclo creativo.
Nella gallery potete vedere tutti i passaggi necessari, dal taglio della bottiglia fino all’assemblaggio del fiore. La candela (o la fiamma dell’accendino o il soffio di aria calda di un asciugacapelli) rendono morbida la plastica. C’è da stare attenti a non farla bruciare, che una bella dose di diossina non e’ esattamente ecologica.
Continua a leggere: Riciclo creativo: i fiori di plastica
mercoledì, 23 novembre 2011
a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign

Il tetto del palazzo del ghiaccio di Inzell, in Germania, riflette il fresco del ghiaccio sulla pista, minimizzando l’uso dei getti d’aria usati negli altri stadi.
L’idea di foderare il soffitto dello stadio con una membrana low-e capace di impedire che l’aria fredda condensi e ghiacci sulle superfici di legno della struttura e’ stata elaborata dal
Behnisch Architekten in collaborazione con Pohl Architekten.
Continua a leggere: Risparmio energetico per il palazzo del ghiaccio di Inzell
lunedì, 7 novembre 2011
a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign
Invece di buttare in discarica le bottiglie di plastica, in Nigeria ci hanno costruito una casa ecologica, economica e innovativa.
Le bottiglie vengono riempite di sabbia e tappate. Vengono allineate in piani sovrapposti, sono tenute in posizione da una fitta rete di cordini ed infine i vuoti tra l’una e l’altra sono riempiti da un misto di fango e cemento. Per la casa dimostrativa ne sono servite 14mila, donate da alberghi, ristoranti e ambasciate.
La costruzione di una casa pilota da 58 metri quadri e’ iniziata lo scorso giugno e, una volta ultimata, verrà usata come modello da mostrare alle maestranze locali. L’energia elettrica viene prodotta da pannelli fv sul tetto e in parte da un generatore a metano alimentato da scarti umani e bovini.
Continua a leggere: 14mila bottiglie di plastica per una casa da 58 metri quadri
mercoledì, 26 ottobre 2011
a cura di Sefora
in: Bioedilizia ed ecodesign

Se da una parte c’è chi ama immergersi in un bagno di latte, dall’altra c’è chi invece il latte preferisce indossarlo! Il Milk Fashion è made in Germany ed è l’ultima tendenza in fatto di moda.
Anke Domaske, designer tedesca di 28 anni, insieme con Mademoiselle Chi Chi ha dato vita a QMilch e lancia la prima linea di abbigliamento fatta di… latte. Bastano 6 litri di latte in polvere (anche scaduto) e due litri di acqua per ottenere due kg di fibre latteo-organiche dalle quali si produce stoffa utile per confezionare un intero abito ecologico. Detta così sembra davvero facile, ma non è certo lavoro per semplici casalinghe.
C’è voluto circa un anno per ottenere questi risultati, Anke Domaske ha infatti affinato una metodologia conosciuta fin dagli anni ‘30. La materia prima arriva direttamente dai residui della lavorazione del latte che non trovano altro tipo di impiego nella produzione alimentare.
Continua a leggere: Milk Fashion, ovvero i vestiti fatti di latte
mercoledì, 19 ottobre 2011
a cura di Daniele Zanchettin
in: Bioedilizia ed ecodesign
Dovete ristrutturare casa e avete problemi di isolamento?
Un utile aiuto può venire dall’idea di cinque ragazzi di Sassuolo, patria della ceramica, che hanno ideato e prodotto un tipo di piastrella, a base di ceramica e scarti di biomassa, che la rende isolante.
La resa di queste piastrelle, in termini di isolamento, è maggiore del 10-12% rispetto a quelle tradizionali. L’effetto si ottiene grazie ai vuoti lasciati nell’impasto dalla biomassa, consumata dal calore del forno di cottura. Un ottimo elemento per ridurre i consumi energetici domestici e unire alla ricerca tecnologica la necessità di rispettare l’ambiente.
La piastrella Climatica, inoltre, permette di ottenere punti LEED per il proprio edificio. LEED è lo standard di certificazione energetica e di sostenibilità più diffuso al mondo: un insieme di criteri sviluppati negli Stati Uniti e applicati in oltre 60 paesi del mondo per la progettazione, costruzione e gestione di edifici sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale, economico e della salute. Uno standard forte, a base volontaria, aperto, trasparente, in continua evoluzione, supportato da una vasta comunità tecnico-scientifica e ampiamente riconosciuto dal mercato.
Potete riascoltare l’intervista fatta da Radio 24 durante la trasmissione “Mr. Kilowatt” ad uno degli inventori della piastrella Climatica.
mercoledì, 12 ottobre 2011
a cura di Anna Simone
in: Bioedilizia ed ecodesign
Non è questione di malattie stagionali ma di risultare positivi ai test per la presenza di nonilfenoli etossilati, composti di origine sintetica usati come detergenti. Greenpeace, con l’inchiesta Dirty Laundry, ha scoperto che molti brand nazionali e internazionali di abbigliamento sportivo, producono capi di vestiario dannosi, su cui sono state riscontrate delle concentrazioni di nonilfenoli in quantità di gran lunga superiori ai limiti consentiti dalla legge.
Continua a leggere: I vestiti sono malati, noi anche
martedì, 4 ottobre 2011
a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign
Andrea e’ un purificatore d’aria che funziona abbinando una pianta ad un ventilatore. L’aria viene aspirata e, oltre a partecipare alla respirazione della pianta, viene filtrata anche dal terreno, amplificando la rimozione di inquinanti indoor.
Andrea, secondo i test dei Research Triangle Parks Lab, sarebbe più efficiente della pianta singola ed anche di un purificatore d’aria portatile a carboni attivi.
Che le piante sottraggano sostanze dall’aria si sa fin dai tempi della famosa ricerca della NASA sull’inquinamento indoor, avevamo detto come Hedera, Spathiphyllum e Dracaena possano rimuovere il benzene emesso dal traffico urbano e come il Chlorophytum sia efficace contro la formaldeide rilasciata dai mobili di truciolato compresso.
Continua a leggere: Andrea purifica l’aria con una pianta e un ventilatore
mercoledì, 31 agosto 2011
a cura di Anna Simone
in: Bioedilizia ed ecodesign

Mettere specifici batteri nel cemento in grado di riempire le crepe degli edifici appena si verificano infiltrazioni d’acqua. Questo il lavoro che sta portando avanti Henk Jonkers, ricercatore di microbiologia nella facoltà di Ingegneria Civile alla Delft University of Tecnology, in Olanda.
Il progetto di auto-sigillatura delle crepe
Ci sono voluti quattro anni di ricerca per giungere alla dimostrazione che esistono dei microrganismi che riempiono i “buchi” nel cemento appena questi si formano. Nello specifico i batteri utilizzati dal team di lavoro, guidato da Henk Jonkers, provengono dai laghi russi ed egiziani. Cibandosi dell’acqua da infiltrazione e lattato di calcio, producono calcite, un minerale naturale costituito da carbonato di calcio, eliminando in questo modo fessure e piccoli fori. Gli scienziati hanno inglobato i batteri e il loro cibo, il lattato di calcio, nel calcestruzzo. Appena si inumidisce il cemento i microrganismi iniziano a formare la calcite e questo materiale servirà per il “rattoppo”. Continua a leggere: Quando il batterio sana la crepa nel cemento
mercoledì, 24 agosto 2011
a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign, Salute e alimentazione

Ogni venerdì nel supermercato Thornton’s Budgens di Crouch End, a nord di Londra, si trovano in vendita gli ortaggi coltivati sul tetto. Il ricavato viene destinato interamente allo sviluppo del progetto. Ad occuparsi della coltivazione e’ un gruppo di volontari composto da cittadini, impiegati del supermercato (volontari pure loro) e dalla cooperativa sociale The Positive Earth Project.
Per fare il compost si utilizzano gli scarti del supermercato stesso e tutte le piante crescono in vaso o in container. Lo scorso anno i ragazzi delle scuole locali hanno avviato una coltivazione di funghi e questo fine settimana partirà un corso per gestire orti e giardini secondo i principi della biodinamica.
Continua a leggere: Orti e giardini pubblici sopra i tetti dei supermercati
ULTIMI COMMENTI
Potbelly vil gi deg i form av egen flott arbeidsmiljø, Jeg vil si det trening...
Giusto, fanc*lo al PIL.
Molto carina come idea, la vedo un regalo perfetto per gli amanti della natura, è la prima...
Ciao Luca, interessante quello che dici sulla competizione femminile. In effetti nelle riviste...
mah…è un tema al quale ho pensato ultimamente, sul serio! sul fatto che la società...