giovedì, 26 agosto 2010
a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign
La canapa e’ una fibra vegetale molto lunga, resiste bene agli strappi, al lavaggio e ai pesi. Chi cerca una alternativa alla plastica trova un vasto assortimento di borse e zaini di canapa. La linea Outdoor e’ anche impermeabile grazie a un apposito tessuto laminato biodegradabile.
La borsa in canapa e’ biodegradabile (cerniere a parte), richiede meno energia grigia per essere prodotta di una cartella derivata dal petrolio. Per coltivare la canapa serve meno acqua e molti, ma davvero molti meno fitofarmaci che per coltivare il cotone. Continua a leggere: Borse, zaini e cartelle in canapa
martedì, 10 agosto 2010
a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign

Costruirsi un pallone luminoso che cambia colore a seconda del grado di inquinamento e’ facile. All’interno vi e’ un sensore che accende uno dei tre led (verde, giallo o rosso) per rendere visibile l’informazione misurata. L’idea e’ di un prof della Carnegie Mellon University e dei suoi studenti del Living Environment Lab.
Il sistema funziona grazie ad un sensore che misura i VOC (composti organici volatili). Quando la concentrazione di VOC e’ alta, ci sono maggiori possibilità di formazione dello smog fotochimico (ozono) e aumentano anche tutti i fastidi dovuti alle polveri, sottili o meno. Insomma, sarebbe il caso di stare a casa ed evitare di fare sforzi all’aperto.
Su instructables ci sono le istruzioni passo-passo per farsene uno da soli, con una spesa di circa 30 Euro.
venerdì, 16 luglio 2010
a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign
Immagazzinare l’aria calda estiva per riscaldare le aule del campus durante l’inverno. Questa l’idea di Gehrard Schmitt per sfruttare al meglio le temperature naturali.
Il sistema progettato per il campus universitario di Honggerberg a Zurigo, in Svizzera, entrerà in funzione gradualmente. Si stanno già posando i primi tubi e sarà operativo al 100% nel 2020.
L’intero sistema permetterà di ridurre ad un dodicesimo l’intero fabbisogno annuale di elettricità per il condizionamento. La gigantesca rete di tubature (800 tubi, ognuno lungo 200 metri) si estenderà per tutto il campus, e conserverà l’acqua scaldata d’estate ad una temperatura oscillante tra gli 8 e i 18°C per restituirla durante i mesi freddi.
Termodinamicamente parlando, si riesce a recuperare una parte di anergia, ovvero di energia che altrimenti sarebbe stata dispersa in forma di calore, non più utilizzabile. Giusto per capirci: quando attaccate un computer alla corrente una parte di quella che entra viene usata per far girare la macchina (exergia), una parte (anergia) viene dispersa nell’ambiente sotto forma di calore.
Via | Physorg
Foto | angermann
martedì, 15 giugno 2010
a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign
Mini pannelli solari da mettere sul balcone, mimetizzati tra i gerani e il gelsomino rampicante, potrebbero essere la soluzione per produrre energia solare anche in condominio e anche in un centro storico. Non servono permessi speciali per l’installazione e a colpo d’occhio sembrano proprio piante.
Il punto di forza di queste soluzioni e’ la versatilità dell’involucro: il polietilene può essere colorato per adattarsi meglio ai colori già presenti nel contesto e l’opacità della superficie può essere calibrata per ottimizzare il rendimento del pannello.
La manutenzione e’ molto comoda: se un pannellino ha dei problemi lo si stacca e lo sostituisce come fosse una lampadina da giardino. L’idea di miniaturizzare i moduli dei pannelli solari e farli assomigliare a foglie di una pianta rampicante e’ in giro da qualche anno, dopo il salto troverete varie soluzioni di pannellini fotovoltaici a forma di foglia.
Continua a leggere: Edera fotovoltaica per le facciate dei palazzi
lunedì, 7 giugno 2010
a cura di Sefora
in: Bioedilizia ed ecodesign
Se alla domanda “che lavoro fa tuo padre?” un bambino vi risponde con un “mio padre è un disinquinatore domestico”, non c’è da strabuzzare gli occhi, avete capito bene.
Matthew Waltezke (35 anni) è un biologo domestico laureato in Florida presso l’Institute for Bau-Biologie & Ecology.
Se vivi a Manhattan ti basta cliccare su healthydwellings.com, fissare un appuntamento e con una spesa che parte dai 375 dollari riceverai a casa la prima visita di Waltezke. Nel giro di tre ore effettuerà la sua analisi e sarà in grado di fornire una valutazione completa e dettagliata sullo stato di stress della tua abitazione individuando i principali fattori di inquinamento domestico cui si è quotidianamente esposti (onde elettromagnetiche, sostanze volatili tossiche provenienti dalle pitture da pareti o dall’uso di detergenti chimici, plastiche cancerogene, sostanze presenti nell’acqua del rubinetto, muffe ecc ecc).
A questo punto parte l’operazione “casa pulita”, e quindi l’eliminazione delle varie fonti inquinanti con l’uso di tecniche alternative e rimedi naturali, un esempio? Ridipingere le pareti con vernice al carbonio che assorbe fino al 97% delle onde elettromagnetiche. Oppure coprire i muri con carta da parati in canapa naturale, installare filtri per l’acqua del rubinetto, l’uso dell’aceto per la pulizia della casa e molto altro ancora. Insomma esiste una soluzione per ogni problema.
Continua a leggere: Lavori verdi: scovare ed eliminare l’inquinamento indoor
sabato, 29 maggio 2010
a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign
Un P-tree e’ un urinatoio portatile da attaccare ad un albero. Secondo il designer olandese che lo ha inventato andrebbe collegato alle fogne e, se installato all’aperto in occasione di grandi eventi, riduce la coda nei bagni tradizionali.
Su Inhabitat, uno dei miei blog preferiti, dicono che in assenza di collegamento con le fogne si può scaricare direttamente il liquido a terra, concimando l’albero in modo naturale. Si, so che ci siete arrivati da soli a vedere la tortuosa inutilità di questo oggetto, in queste condizioni.
Continua a leggere: Ecodesign ridicolo: il piscia-albero
giovedì, 27 maggio 2010
a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign
Le Chateau dans le ciel di Latina non e’ solo un serbatoio per l’acqua, e’ un parco pubblico a due livelli. Il primo parco si trova a terra, il secondo e’ un giardino sospeso nel cielo. Il progetto e’ del parigino Atelier Ramdam Architects e si e’ classificato terzo nel concorso indetto per costruirlo.
L’impatto visivo dell’opera e’ stato ridotto mimetizzando il volume con una superficie continua di acciaio inox. La torre coperta di metallo lucido rifletterà i colori del cielo e dell’ambiente circostante, fondendosi col paesaggio e adeguandosi al mutare naturale dei suoi colori. Il pubblico potrà accedere alla sommità della torre, che conterrà un giardino e potrà essere usata come punto panoramico e ospitare eventi.
L’acqua piovana sarà raccolta per irrigare il giardino pensile e, all’interno della torre, sono anche previsti dei muri verdi. Alla base della torre era previsto uno spazio di duemila metri quadri dedicato al terziario, ovvero uffici ed attività commerciali.
Continua a leggere: Un castello nel cielo di Latina
lunedì, 17 maggio 2010
a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign
Il nuovo punto vendita IKEA a San Giuliano Milanese utilizza alcune soluzioni ecologiche: due pompe di calore riducono il fabbisogno energetico per la climatizzazione, una cisterna raccoglie l’acqua piovana da usare per l’irrigazione del verde esterno, qualche piatto bio nel menu e i faretti per l’illuminazione sia interna che del parcheggio sono a LED.
Ora, bene che ci siano i LED, ma non si sarebbero potute aggiungere delle finestre per usare la luce naturale, gratuita? No, evidentemente non era una cosa utile visto che le finestre all’IKEA sono rare. Le finestre distraggono i clienti dal micromondo di oggetti in vendita, danno la sensazione del giorno che passa e la percezione dello spazio/tempo deve essere sospesa per non far uscire la gente prima che abbia speso tutto il possibile nel micromondo artificiale, ottimizzato per la vendita.
Generalmente vi danno la possibilità di guardare fuori solo nell’area ristoro, zona tavolini, dove ci si prende una pausa per ripensare alla fine del giro degli ambienti arredati. La pausa serve a sporcarsi le mani con una fetta di torta. Il gesto di lavarsi le mani aiuta a fissare le decisioni e a lavar via gli indugi per le scelte fatte.
Continua a leggere: Ecowiki all’inaugurazione dell’IKEA di San Giuliano Milanese
mercoledì, 12 maggio 2010
a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign
La gente si sente un po’ in colpa ogni volta che getta qualcosa, sapendo che finirà a marcire in discarica. Dare a qualcuno, scambiare, o gettare un oggetto nel bidone dei riciclabili chiude in modo più positivo ed “emozionalmente appagante” la relazione materiale tra uomo e oggetto.
Shayne Beaver, della Queensland University of Technology in Australia, ha studiato le risposte di una trentina di persone (troppo poche per avere dati statisticamente significativi) scoprendo che il legno e’ il primo dei materiali amati dalla gente perché e’ relativamente facile prendersene cura. Un oggetto di legno può essere dipinto, scartavetrato, inchiodato e incollato, oltre che bruciato o decomposto, mentre con uno di vetro o plastica tutto questo e’ più difficile o impossibile.
Continua a leggere: Il legno ci emoziona, la plastica no: emozioni diverse sui rifiuti
venerdì, 30 aprile 2010
a cura di lumachina
in: Bioedilizia ed ecodesign
La copertina del volume “Green production technologies” ha una luce incorporata. Si tratta di un OLED alimentato da un piccolo pannello solare, inserito nella custodia del volume. Lo hanno presentato come una grande innovazione nel packaging sostenibile e il libro viene proposto come “la prima integrazione al mondo di questa tecnologia futuristica negli imballaggi di oggi”.
C’era davvero bisogno di una lucetta e di una custodia per quel libro? Non mi pare.
Il libro contiene un elenco delle ditte tedesche attive nel campo dell’innovazione e delle tecnologie efficienti ed e’ stato presentato alla fiera di Hannover dal Gruppo Sti, produttore di imballaggi. Lo hanno fatto con carta certificata FSC, ma senza dire che tipo di colorante verde hanno usato per stamparlo.
Continua a leggere: Servono le copertine di libri che si illuminano?
ULTIMI COMMENTI
Non l’ho provato in lavastoviglie, ma a mano è più laborioso dei comuni...
Cara Valeria, per averlo provato personalmente mi permetto di dissentire… I piatti...
Ciao Lumachina, devo dire che questa volta non mi trovo d’accordo con la tua analisi. Il terzo...
Se leggete l’articolo “Ecco come il cartello si spartiva il business del riciclaggio...
I Gruppi di acquisto solidale di Calci (PI) si autoproducono le palline di argilla da seminare...