La piramide aliementare ha un lato ecologico

mercoledì, 30 giugno 2010 a cura di lumachina
in: Salute e alimentazione

verdura cotta

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Buone, ma richiedono olio ed energia per la cottura. Jeremy Rifkin invita a svincolare la produzione di cibo dai combustibili fossili. Quando il prezzo del petrolio sale, salgono anche tutti i derivati, ovvero i costi della trasformazione, dello stoccaggio refrigerato, dei trasporti degli alimenti. Al buffet di verdure crude (non decorative) non ce ne erano. Non c'erano nemmeno proteine vegetali (legumi).

Il Barilla Center for Food & Nutrition ha presentato la doppia piramide alimentare dove, alla tradizionale piramide con tanta frutta e verdura alla base e poca carne in cima, se ne affianca una dei costi ambientali di ogni alimento. In soldoni: costa poco (poco terreno, poca acqua, poca energia,…) produrre vegetali e costa tanto produrre bistecche.

Barilla ha usato bellissime foto dall’archivio del National Geographic per illustrare il suo programma, io mi sono limitata a fotografare i fatti. I fatti in questione sono i piatti al buffet del convegno della Barilla “Alimentazione e ambiente” dove si vede bene la distanza tra la pubblicità alla dieta mediterranea e la messa in pratica dei concetti ecologici usati per rafforzare l’immagine del marchio.

Sotto ogni piatto, gadget e grafico troverete le mie considerazioni e quelle dei relatori intervenuti. Le slide del convegno spiegano con maggiore dettaglio i vantaggi ecologici della dieta mediterranea in termini di water footprint, carbon footprint e life cycle assessment.

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