Barca solare autocostruita: anteprima Solar Challenge

lunedì, 16 febbraio 2009 a cura di lumachina
in: Auto e trasporti

barca solare: batteria, pannelli fotovoltaici e propulsione umana

Abbiamo ricevuto le prime iscrizioni alla Lago Maggiore Solar Challenge e la prima in assoluto e’ stata una barca italiana, auto-costruita a Novara. Abbiamo intervistato per voi Marco Baragioli, per farci raccontare i dettagli dell’impresa.

Marco, presentaci la tua “squadra”.
Siamo due amici dal tempo delle elementari, quindi, considerato che stiamo per compiere entrambi 55 anni, si può dire che ci conosciamo da mezzo secolo.
Nella vita siamo uno consulente del lavoro l’altro fotografo professionista. Abbiamo sempre utilizzato il tempo libero immergendoci nella natura: pesca, montagna, funghi.
nel 2005, dopo oltre 20 anni di sogni, abbiamo realizzato la nostra “impresa”, partendo da Bereguardo sul Ticino e proseguendo via acqua sino a… Venezia, a bordo di un gommoncino di 3,10 di lunghezza esterna: Ticino, Po e laguna veneta.
L’anno dopo abbiamo effettuato gli ultimi 500 km del pellegrinaggio di Santiago de Compostela con una bici tandem.
Inutile dire che i nostri familiari e amici ci ritengono un po’ matti, ma c’è anche da dire che dopo la riuscita di queste “imprese” ci guardano con più rispetto:).

Come vi è venuta l’idea di un pedalò fotovoltaico?
L’anno scorso l’idea era quella di rifare il viaggio del 2005 (Venezia) non più con un gommone a motore, ma con una imbarcazione mossa a energia elettrica e pedali… sono ricominciati gli sfottò, soprattutto quando hanno visto come procedevamo per la costruzione… ma un paio di amici ci hanno aiutato volentieri, e abbiamo realizzato quell’imbarcazione che Lei carinamente ha definito simpatica.

Molto, molto simpatica, si vede che c’è dell’ingegno dietro! Come l’avete costruita?
E’ in pratica un catamarano, formato da due scafi, uniti da intelaiatura di alluminio, con pianale di compensato marino. Gli scafi sono stati realizzati con materiale riciclato (cosa che riteniamo importantissima!) : abbiamo utilizzato 20 bocce di plastica da 18 litri, di quelle che si usano negli uffici per avere l’acqua potabile. Ognuno dei due scafi è realizzato immergendo 10 di queste bocce in schiuma di poliuretano espanso; gli scafi sono poi stati rivestiti di tessuto di vetro e pennellati di resina.

Il risultato è uno scafo (anzi due) di metri 4,60, compatto, molto leggero, rigido.
Abbiamo calcolato che la portata dell’imbarcazione sia oltre la tonnellata (ma non abbiamo fatto la prova…) ci abbiamo impiegato qualche mese, con diverse prove sul campo, anzi, sul lago!

Che cosa ne dicono i vostri amici o i bagnanti che vi vedono ai azione?
I bagnanti erano interessatissimi alle nostre manovre, infatti, una caratteristica della nostra barchetta è che è completamente smontabile, sta sul tetto di una auto, e, ovviamente, deve essere rimontata sul posto, suscitando appunto curiosità, commenti, domande… cui ci siamo sempre sottoposti volentieri.

Quanto tempo ci avete messo e quanto vi e’ costato?
I costi: un centinaio di euro per il poliuretano espanso, altrettanti per il tessuto di vetro e quasi altrettanti per la resina. L’alluminio dell’intelaiatura è tutto recuperato ( scarti di lavorazione di una azienda), il tavolato in compensato è costato sui 50 euro.
I pannelli sono il costo maggiore, siamo sui 900 euro, i motori elettrici li avevamo già.
(I pannelli sono stati donati dalla V-Energy, ditta biellese che ha inaugurato la produzione sponsorizzando la barca di Marco e Maurizio)

Per la parte “pedali “, tutto riciclato! Vecchie biciclette recuperate dalle discariche, tagliate e saldate, trasmissione del movimento ottenuta tramite snodi di falciatrici a motore, anch’esse recuperate dalle discariche. Nessun furto, sia chiaro, ma commercio di materiale di recupero ( in tutto, 10 o 20 euro). Poi, per le viti, i bulloni, i dadi, e soprattutto le sedie, un’altra settantina di euro.
Ovviamente non si contano le ore di lavoro :)

Quanta energia produce il pannello e che velocità raggiunge la barca?
La potenza è sui 500 Watt, la velocità non l’abbiamo mai calcolata.

Oltre alla Solar Challenge come e dove pensate di usare la vostra barca?
Per problemi familiari non abbiamo potuto poi fare il nostro viaggio, ma in futuro lo faremo.

Bene, grazie Marco, ci vediamo presto in acqua per le gare!

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