Avatar e il fiasco ambientalista
giovedì, 11 marzo 2010in: Comunicazione e cultura
Manderanno un messaggio per dirci che loro possono prendersi tutto quello che vogliono ma, noi manderemo il nostro messaggio…Questa, questa è la nostra terra!
Avatar di James Cameron. Con Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Stephen Lang, durata 162 min. – USA, Gran Bretagna 2009
Visto che chi ben principia è già a metà dell’opera abbiamo deciso di incominciare questa rubrica con uno dei peggiori film del 2010 che, ahimè, si vanta di parlare di ecologia.
Sto parlando ovviamente del nuovissimo e tanto agognato film di James Cameron: Avatar, ambasciatore della tanto decantata tecnologia 3D e, stando al suo creatore e la solita frotta pecorona di grandi firme del giornalismo, parabola ecologista definitiva del nuovo decennio.
Già sulle pagine di questo Blog Marta ci ha descritto come questo MEGAblockbuster hollywoodiano abbia creato un vero e proprio fenomeno di massa che ha accompagnato e preceduto la sua uscita nelle sale.
Ciononostante (per la gioia del web al vetriolo), ritengo che Avatar sia un film agghiacciante. Non mi va pero’ di liquidare così seccamente il lavoro sovrumano di Dio sa quante persone e tecnici degli sfx e non solo. Da questo punto di vista siamo di fronte ovviamente a un prodotto che fa strabuzzare gli occhi: davvero bravi una roba mai vista. Fa pertanto rabbia vedere il non plus ultra della tecnologia e dell’impegno al servizio di un film deprimente per sceneggiatura e realizzazione. Un’accozzaglia senza capo e né coda di scene improbabili e approssimative ci guidano nel mondo foresta di Pandora. I protagonisti sono degli indigeni bluastri che cercano di combattere a suon di frecce i meccha e le bombe al napalm degli umani colonizzatori avidi di un non ben precisato materiale che pare sia presente in abbondanza sul pianeta.
I personaggi da cliché ci sono tutti: il soldato ribelle, il colonnello incazzato, la ricercatrice invasata, la figlia (blu) del re degli indigeni ed una frotta di mostri volanti e non che il più delle volte compaiono per pochi decimi di secondo nelle inquadrature frenetiche. Rubano invece la scena a tutto il resto le bellissime (gli va dato atto) ricostruzioni di foreste e montagne volanti strampalate in cui si muovono i protagonisti: un lavoro di sfx e scenografie che a sentire gli addetti ai lavoro ha dell’epico.
Peccato che tutto questo ben di dio sia buttato alle ortiche dal comparto “filosofico” e di sceneggiatura del film. Avatar infatti, negli intenti degli autori, rappresenta una favola ecologista di denuncia. Invece si tratta dell’ennesima pagliacciata hollywoodiana con budget a 10 zeri molto approssimativa e superficiale con tanto di lieto fine assolutamente nonsense.
Il famoso messaggio ecologista del film può essere riassunto in una frase: umani cattivi e avidi distruggono il mondo e sopraffanno gli ecologisti che gli si oppongono, ma la natura si ribellerà e metterà le cose apposto cacciando i cattivi (che presumibilmente torneranno nel seguito con le bombe atomiche). Della serie laviamocene le mani che tanto ci sarà qualche “deus ex albero” che rimetterà le cose apposto.
Pure l’incazzatura emotiva che può cogliere chiunque alla vista di quei bulldozer grossi come un palazzo di 3 piani che frantumano alberi su alberi, viene in qualche modo mitigata banalmente dal finale buonista e retorico. Francamente preferivo quando, prima di cominciare a fare il filosofo, Cameron faceva film in cui esplodeva tutto ebbasta.
A condire il tutto un doppiaggio italiano imbarazzante (se avete la sfortuna di guardarvelo nel nostro retrogrado paese) degno di un cartone animato per bambini under5.
Insomma questo Avatar è consigliato a chiunque abbia 3 ore di tempo della propria vita (che tutto sommato scorrono abbastanza velocemente) per farsi una “lampada” di effetti speciali dentro ad un cinema. Se volete fare qualcosa da veri abbraccia alberi fate a meno di spendere 10 (dico 10 euri per il 3d ) e compratevi un cesto di ortaggi dal vostro contadino di fiducia.
Buona (non)EcoVisione
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lunedì, aprile 12, 2010 @ 4:54 pm
assurdo questa recensione di AVATAR.. Il film è invece molto ben fatto e il tema è molto attuale.. cosa dovevano fare secondo voi un documentario?
lunedì, aprile 12, 2010 @ 5:13 pm
Well…. no…
Semplicemente volevo (non tutti in redazione sono del mio avviso) dire che c’è di meglio e che hanno sciupato una buona occasione (e soprattutto tanti soldi)..
a maggio ti pubblico qualche titolo decisamente meno pretenzioso e dal punto di vista ambientale moto più efficace
ciao!