Prendi 4 studenti di un college americano (il DeLaSalle di Kansas City), un vecchio telaio di una Lola che ha partecipato all’Indy Car nel 2000, un treno di gomme a bassissima resistenza al rotolamento (le Ecopia EP100 della Bridgestone) e tanta energia elettrica, aggiungi il sapere di un prof (tale Steve Rees) ed altri mentori disponibili in corso d’opera.
Amalgama tutto fino a creare un auto elettrica. Fai girare il prototipo sull’ovale dove la Bridgestone testa i propri pneumatici, al Texas Proving Ground. Risultato: un automobile elettrica talmente efficiente che può esser paragonata ad una tradizionale che… fa 307 miglia per un gallone di benzina. Ovvero: 494km con soli 3,78 litri. Niente male, vero? Continua a leggere: Dagli studenti di Kansas City l’auto elettrica superefficiente
Si, hai letto bene. Ecco una ricetta per mangiare cocomero alla griglia con i pachino. Anche se da buon italico amo le prelibatezze della cucina italiana, ti ho appena letto una blasfemia.
Gli UOV (Unmanned Ocean Vehicles) sono usati per raccogliere dati in mare aperto quando occorre pattugliare vaste aree e spedire le informazioni (oceanografiche, militari, commerciali…) ad un centro di elaborazione.
Il motore elettrico e la batteria sono alimentati da pannelli solari, montati su una struttura verticale capace di sfruttare anche il vento per la propulsione, come una vela rigida. In caso di maltempo la vela può essere abbattuta. I periodi di autonomia variano tra i 6 e i 12 mesi. Una barca di 9 metri e’ in grado di alimentare strumenti di misura e di trasmissione dati da 100W.
Tra le caratteristiche interessanti c’è la capacità di riconoscere ed evitare gli ostacoli o le altre imbarcazioni, una funzione di autopulizia dalle deiezioni degli uccelli e l’autodistruzione in caso di sabotaggio. Se vi occorre un sommergibile (12-24 ore di immersione fino a 200m), lo stanno progettando.
Avrebbe dovuto eliminare tutto il petrolio riversato in mare, ha giurato di ripulire i litorali contaminati delle coste americane, invece la British Petroleum copre, insabbia letteralmente tutto. La BP aveva messo subito a tacere l’opinione pubblica con una campagna di “intenti” a suon di spot in rete e pubblicità sotto varie forme. Continua a leggere: La BP beccata a coprire il petrolio invece che eliminarlo
Ritorna puntuale alle 20.30 del 27 Marzo 2010: l’Earth Hour, l’ora da dedicare alla Terra. Monito mediatico per ricordarci di esser più green. Quest’anno nessun assillo con i soliti suggerimenti e consigli per consumare meno, ridurre la nostra impronta ecologica e risparmiare qualche soldino salvando l’ambiente.
Quest’anno invece, la redazione di Ecowiki invita tutti i lettori a fregarsene totalmente: lascia accese le lampadine di casa tra le 20.30 e le 21.30 se non sono quelle ad incandescenza. Non sei obbligato ad andare a sbattere camminando per casa in quell’ora. Certo se poi ti ricordi di staccare tutti gli odiosi lumicini dello stand-by stai molto avanti rispetto alla media mondiale.
Se puoi, esci di casa. Farsi due passi a piedi è l’attività meno inquinante che tu possa fare per spostarti: troverai migliaia di luci accese, non farci caso, è la città. Non intralcerai il traffico e non darai fastidio a nessuno. Per i capitolini, lo spettacolo del Colosseo spento non sarà una novità, ma Palazzo Madama e Fontana di Trevi al buio non capita spesso di vederle di notte.
As usual mezzo mondo si spegne. Tutti i potenti corrono dietro alla fazione degli ambientalisti per quella mezz’ora, salvo poi fare le peggiori eco-porcate in nome di soldi e potere. Mezz’ora per pulirsi la coscienza, l’altra mezz’ora serve per sprecare tutto quello che non son riusciti a consumare nella mezz’ora precedente. Continua a leggere: Earth Hour 2010, 27 Marzo ore 20.30: ecco cosa fare
Prima l’Energy Aware Clock, poi l’guinzaglio per cani con i led, passando per l’evoluzione della bici urbana della Yaka Bike e per l’elicotterino fotovoltaico. Ecowiki si sta man mano riempiendo di gadget tecnologici e gingilli futuristici fatti di materiali eco-compatibili o con la chiara idea di migliorare la nostra vita senza distruggere quel minimo di verde rimasto sulla Terra.
Dopo la rubrica EcoCinema, curata da Pentolaccia e Sefora Ecowiki propone EcoGadget: per organizzare e raccogliere tutte le diavolerie hi-tech (e non solo) che gli ecogeek e possono comprare o realizzare in proprio pensando all’ambiente.
Se hai curiosità particolari, proposte o vuoi semplicemente far conoscere al mondo la tua ultima creazione/acquisto, sentiti libero di scriverci.
Sembra un’astronave fotovoltaica e quell’omino piccolo piccolo con la giacca verde potrebbe esser il capitano Spock del terzo millennio. Invece quello che vedi nella foto è il modello del catamarano Planet Solar, il prototipo d’imbarcazione su due scafi con il mega-pannello fotovoltaico. Sistema ideale per andar per mare, decisamente più eco-sostenibile di quella pacchianate usate in Coppa America e spacciate per finte-vele.
Puntualissima Fresna aveva parlato del catamarano Planet Solar due anni fa quando il progetto di Knierim Yachtbau era stato soltanto annunciato. Il Planet Solar è un progetto che ha visto i riflettori dei media durante la scorsa settimana nell’arsenale dell’HDW a Kiel, in Germania alla presenza del proprietario e dei due skipper Raphael Dmoja, 38enne svizzero, e Gerard d’Aboville, francese.
Kosovo, Balcani, Bosnia, Uranio, Pentagono e Kuwait. Queste sono le parole chiave di una realtà quotidiana nel mondo: guerrafondai e soldi vanno sempre d’accordo. A rimetterci sono loro, i più piccoli e l’ambiente. Non tanto per il discutibile movimento di mezzi e uomini a spasso per il pianeta vestiti da cespugli, quanto per tutte le scorie che si lasciano dietro.
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Non l’ho provato in lavastoviglie, ma a mano è più laborioso dei comuni...
Cara Valeria, per averlo provato personalmente mi permetto di dissentire… I piatti...
Ciao Lumachina, devo dire che questa volta non mi trovo d’accordo con la tua analisi. Il terzo...
Se leggete l’articolo “Ecco come il cartello si spartiva il business del riciclaggio...
I Gruppi di acquisto solidale di Calci (PI) si autoproducono le palline di argilla da seminare...