Ecco per chi può, una sala da bagno veramente splendida, che applica il meglio del design ecologico con il Vastu Shastra, per garantire, eleganza, risparmio energetico e materiali naturali. La sala è riscaldata dal pavimento, ma usa anche la luce solare, mentre l’acqua usata è quella piovana, opportunamente filtrata. L’aria viene purificata mediante delle piante d’appartamento adatte agli ambienti molto umidi.
L’acqua viene riscaldata con un mini scaldabagno posto al punto di utilizzo che, producendo l’acqua calda all’istante (da elettricità rinnovabile), riduce i tempi ed elimina la necessità di serbatoi esterni. I rubinetti hanno i riduttori di flusso e sono azionati a pedale per limitare gli sprechi, l’accessibilità (bambini, anziani) è totale. Le acque grigie di scarico sono usate per il giardino. Continua a leggere: Consigli per il bagno perfetto
Questo è un post “di parte”: è Natale e dico la mia. Sono a favore dell’idrogeno, per le auto e non solo. Credo che nel lungo periodo (20 anni) mobilità sostenibile significhi più trasporto pubblico elettrifico e meno trasporto privato a petrolio. Tuttavia, serve anche elettrificare il trasporto privato nel breve periodo.
Quale genere di motore e carburante? Per muovere auto e camion, non credo né ai biocarburanti, né alle batterie. La personale opinione è che le auto a batteria pure o ibride (plug-in) difficilmente potranno averla vinta nella battaglia tecnologica per elettrificare la mobilità individuale, a causa del peso e del tempo di ricarica. La maggioranza degli esperti non è d’accordo. Quanto ai biocarburanti solo il recupero di biomassa di scarto potrà servire a produrne, non coltivazioni dedicate, a causa del bilancio favorevole (EROEI)
La questione della tecnologia motoristica di domani è IL futuro. Riguarda interessi strategici enormi e va al cuore di quella progressiva rottamazione del petrolio, da tutti invocata. Le applicazioni dell’idrogeno nella mobilità sono varie ed oggi esistono biciclette, automobili e treni a fuel cell. Tecnicamente, quindi, il motore c’è.
L’economia della filiera è incerta, le celle a combustibile sono ancora molto costose, ma la tecnologia sembra relativamente avanzata e produrre l’idrogeno costa come la benzina (al km percorso). Ecco un video che ne dimostra la fattibilità; è informativo e, dopo averlo visto, difficilmente si potrà continuare a bollare le auto a idrogeno come un esperimento costoso per scienziati viziati. Enjoy.
In questi tempi di vacche magre è probabile che molti frequentino più le bancarelle in strada che non i negozi scintillanti dei palazzi aristocratici dei centri storici. Tra i prodotti di erboristeria delle prime, posso certamente consigliarne due: il Sapone di Aleppo ed il Cristallo di Potassio (o sale/allume di rocca). AVVERTENZA: Non facciamo pubblicità, ma si opera una onesta descrizione delle proprietà dei due prodotti. Il verosimile risparmio deriva dai prodotti che questi possono sostituire.
Per quanto riguarda la produzione del Sapone di Aleppo, possiamo citare direttamente Wikipedia: “Ogni anno in novembre, dopo la raccolta delle olive, nel vecchio suk di Aleppo si ripete l’antico rituale, immutato da secoli [...] l’olio di oliva viene cotto molto lentamente, per più giorni, in un paiolo con acqua, aggiungendo la soda caustica. A fine cottura, quando la pasta è pronta viene arricchita con olio di bacche di alloro in percentuale variabile, la pasta viene distesa e tagliata manualmente in panetti che, ancora verdi, vengono marchiati con il timbro del produttore e lasciati essiccare all’aria aperta per almeno 10-12 mesi.” Gli ingredienti sono dunque, olive, alloro e soda caustica: molto sostenibili.
Il parlamento europeo ha votato per ridurre l’inquinamento dei camion. Lo standard Euro 6, che (nonostante i soliti recalcitranti) entrerà in vigore a fine 2012, fissa dei limiti stringenti per i veicoli commerciali diesel di grossa cilindrata in termini di ossidi di azoto (NOx) e particolato (PM), due sostanze che danneggiano la salute delle persone e l’ambiente.
Il regolamento, adottato a larga maggioranza dagli eurodeputati, prevede per i nuovi veicoli una riduzione dell’80% delle emissioni di ossidi di azoto e del 66% di quelle di particolato, rispetto alla norma Euro 5 in vigore da quest’anno. La normativa prevede inoltre degli incentivi finanziari per i veicoli nuovi e per l’adeguamento o la rottamazione di quelli esistenti. Camion e furgoni sono responsabili del 70% dell’inquinamento derivante dai trasporti, abbassando significativamente la qualità dell’aria nelle città.
E’ un grande passo avanti, atteso da tempo, in quanto i veicoli commerciali rappresentano una vera e propria piaga per molte città. La scia di fumo lasciata da camion e furgoni nei centri storici simboleggia, infatti, in modo palese, il danno arrecato a cose e persone dalla mobilità su gomma, purtroppo ancora largamente preponderante nel nostro paese.
La “grande sfida epocale”, rottamare il petrolio, è accolta dal Partito Democratico, che lancia una proposta di legge per accelerare la transizione verso un sistema energetico non più fondato sui combustibili fossili.
Nella proposta si legge: “rottamare il petrolio è una necessità pressante sia in termini ambientali che socio-economici: perché decisiva ai fini di una lotta efficace contro i mutamenti climatici, perché tale dipendenza fa gravare costi elevatissimi e crescenti in particolare su Paesi come il nostro che importano la gran parte del petrolio consumato“. Continua a leggere: Rottamiamo il petrolio: (finalmente) l’alternativa verde del PD
Sta diventando un’abitudine: il lunedì si aspettano le conseguenze di Report, in onda la domenica sera. Nel Lazio, la notizia del momento sono le dimissioni dell’assessore regionale, con delega ai rifiuti, Mario Di Carlo (forse anche perché in questo paese un politico che dà le dimissioni fa notizia). Di Carlo è persona competente e combattiva, uno dei pochi politici che, provenendo da Legambiente, ha conoscenza tecnica su energia, mobilità, ambiente e, ovviamente, rifiuti. Egli lascia l’incarico per le considerazioni personali, a telecamere (credute) spente, a proposito del proprietario della discarica. Nulla di pubblicamente rilevante, ma, per il tono sciatto e volgare, da indurre vergogna a Di Carlo stesso: in pratica una mancanza di rispetto.
Sia Cerroni che Di Carlo sono romani “caratteristici”, abbastanza egocentrici per suscitare interesse ed alcuni dubbi. Un primo riguarda il fatto che, in un processo per smaltimento illegale (fanghi ACEA), sia il WWF a costituirsi parte civile e non le amministrazioni pubbliche locali. Il dubbio più importante, tuttavia, è sulla comprensione dei responsabili pubblici e privati del problema rifiuti in sé e cosa fare per il futuro.
Il World Energy Outlook 2008 (WEO 08) dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) presenta una chiave di lettura duplice. Da un lato troviamo il consueto messaggio “di continuità”, sia sul fronte della disponibilità di petrolio (le riserve ci sono), che dell’imprescindibilità del petrolio (e dell’attuale struttura industriale) per i decenni a venire. Dall’altro il WEO 2008 presenta un inedito (per l’IEA) avvertimento sulle riserve rimanenti di petrolio “facile”, quello dei grossi giacimenti, che costa meno di 10$/barile: Cheap oil is over, dice il Direttore Tanaka a pag. 3. Il rapporto (569 pagine!) è strutturato in tre parti: 1) Global Energy Trends to 2030; 2) Oil and gas production prospects; 3) The role of energy in climate policy.
Noi diremo che il WEO 2008 fa entrare il lettore (ed il finanziere) interessato al prezzo futuro del mercato nella disciplina preferita dai geologi: la stima delle quantità restanti in funzione dei consumi passati del pozzo. I primi 800 giacimenti di petrolio mondiali sono stati studiati dagli esperti dell’IEA, per la stima della produzione futura in barili/giorno. Si tratta, quindi, di un quasi-censimento (rappresentativo del 58% della produzione attuale) quanto mai necessario vista l’inattendibilità dei dati sulle riserve forniti dai governi dei paesi di area OPEC, interessati a mantenere le quote di produzione proporzionali alle riserve stesse.
Il picco del petrolio è una priorità più urgente dell’effetto serra ed il barile a 60 dollari non deve suscitare false speranze: l’esaurimento dei giacimenti più “facili” (quelli da 5$/barile, per intenderci) è una realtà e nei prossimi 5 anni la produzione totale inizierà a dimuniure. Il prezzo è destinato a salire.
Il messaggio proviene da un gruppo di imprese inglesi (Industry Taskforce on Peak Oil & energy Security), che ha pubblicato The Oil Crunch (pdf pag 44), dove sono contenute alcune “raccomandazioni” valide sia per il governo inglese che per gli altri paesi. Tra cui: 1) sviluppare un piano nazionale per l’energia che tenga conto del picco petrolifero; 2) aumentare l’obiettivo UE del 20% di energia rinnovabile al 2020; 3) implementare una politica di trasporto per cose e persone svincolata dal petrolio (autobus e treni). Continua a leggere: Il picco del petrolio viene prima dell’effetto serra
L’IEA ha seccamente smentito le anticipazioni del Financial Times riguardo ad un calo della produzione petrolifera del 9% nel prossimo triennio. Le anticipazioni del FT si baserebbero su una versione preliminare del World Energy Outlook 2008 (WEO), il report sull’energia nel mondo, che tutti aspettano per avere il polso della quantità di petrolio disponibile. Questo perché in un periodo di grave crisi finanziaria e dopo aver visto il barile a 147$, a luglio, la cosa peggiore che possa capitare è che petrolio e carburanti, risalgano.
Sembra tutto complicato, ma in realtà il meccanismo è semplice: ci sono seri segnali che i pozzi più importanti stiano finendo, i prezzi hanno iniziato a salire esponenzialmente (anche per la speculazione) fino a luglio, poi l’insolvenza (specie dei sottoscrittori obbligati a usare l’auto) divenuta crisi di liquidità (= vendita di futures sul petrolio). Gli istituti finanziari e l’industria sono entrati in crisi: è recessione. L’industria rallenta = meno domanda di petrolio, il prezzo continua a scendere e l’OPEC taglia la produzione. Tuttavia tornando ai fondamentali: quanto petrolio si riesce/conviene produrre? Il picco del petrolio non significa aumento dei prezzi, ma diminuzione irreversibile delle quantità. Quello che sembra accadere adesso, anche perché la crisi ed i prezzi bassi stanno scoraggiando gli investimenti nei nuovi pozzi, che comunque sono meno ricchi.
I bambini asmatici che vivono in città sono particolarmente vulnerabili all’inquinamento urbano. Le emissioni dei motori, in particolare, sono responsabili di alcuni sintomi collegabili all’asma. I ricercatori della Boston University hanno esaminato l’effetto delle concentrazioni quotidiane di inquinanti, quali biossido di azoto (NO2), particolato inferiore a 2.5 micron (PM2.5), biossido di zolfo (SO2), monossido di carbonio (CO) e ozono (O3) sulla salute di 861 bambini (funzionalità polmonare e sintomi asmatici) per 2 anni.
Nonostante i livelli di inquinamento fossero costantemente inferiori ai limiti di legge americani, lo studio ha trovato una relazione significativa tra l’incidenza dei problemi respiratori dei bambini e la loro esposizione agli inquinanti. Nei bambini esposti ad aumenti temporanei ed entro i limiti di legge di NO2, PM2.5 e SO2, infatti, è stata riscontrata una ridotta funzionalità polmonare. Degli aumenti di NO2 e PM2.5 fanno perdere giorni di scuola a causa dell’asma; l’NO2 è anche causa di difficoltà respiratorie.
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Potbelly vil gi deg i form av egen flott arbeidsmiljø, Jeg vil si det trening...
Giusto, fanc*lo al PIL.
Molto carina come idea, la vedo un regalo perfetto per gli amanti della natura, è la prima...
Ciao Luca, interessante quello che dici sulla competizione femminile. In effetti nelle riviste...
mah…è un tema al quale ho pensato ultimamente, sul serio! sul fatto che la società...