Annullata la carbon tax francese: era incostituzionale

mercoledì, 30 dicembre 2009 a cura di lumachina
in: Politica ed economia

Una tonnellata di CO2 sarebbe dovuta costare 17 Euro ai francesi a partire dal prossimo primo gennaio, ma la nuova tassa e’ stata dichiarata incostituzionale e quindi non entrerà in vigore. Il motivo? La carbon tax proposta e’ ingiusta e inefficace.

Ad essere esentate dalla tassa erano le industrie responsabili della maggior parte delle emissioni come centrali termoelettriche, raffinerie e cementifici, in pratica il 93% delle emissioni industriali. Questo significava che, oltre a non avere praticamente effetto dal punto di vista della lotta al cambiamento climatico, creava una disparità nella pressione fiscale. La carbon tax sarebbe stata pagata dai cittadini sotto forma di aumenti del riscaldamento e dei carburanti, per un totale di 4,3 milioni di Euro all’anno.

L’esecutivo ha cercato di minimizzare la bocciatura, ricordando come per il governo francese l’introduzione di una carbon tax sia uno strumento da usare per orientare l’industria verso uno sviluppo a basse emissioni.
La corte costituzionale francese si e’ espressa sulla base della Charte de l’environnement, un documento che ha valore costituzionale. Evidentemente la corte si aspettava qualcosa in più di parole vuote sotto un titolo ecologicamente sexy.

Vi ricordo che, per rendere economicamente convenienti le migliorie tecnologiche che permettono l’abbattimento delle emissioni, la carbon tax deve superare i 30 Euro; per rendere conveniente lo stoccaggio si deve arrivare a 40-50 Euro. Sotto tali soglie all’industria conviene pagare e continuare ad emettere come prima, magari rincarando il prezzo dei prodotti e scaricando così la tassa sui consumatori.

Via | Le Monde
Foto | Virginia Manso

Ecowiki.it
eFFeLLe edizioni