La lista dei consigli per non sprecare acqua, che rischia di diventare noiosa e pedante quando propinata al pubblico, e’ stata resa gradevole dallo stile telecronaca calcistica e le ovazioni del pubblico fanno sentire il supporto e il consenso sociale per le buone pratiche. Lo spot di Amref per il risparmio idrico e relativa campagna per portare acqua in Africa e’ il migliore che abbia mai visto sul tema.
Abbiamo incontrato Amref ieri pomeriggio, all’Aquacamp promosso da Aquafresh. Amref e’ una organizzazione senza scopo di lucro africana (il personale e’ al 97% africano) che da 50 anni si occupa di salute. Per portare il personale medico dove ce ne fosse bisogno e per trasportare in ospedale chi vive in zone remote (senza mezzi di trasporto anche 15 km da Nairobi e’ una zona remota) sono nati i flying doctors.
Risparmiare acqua durante un viaggio, sia esso un pic-nic, un weekend fuori porta o un viaggio d’affari, è possibile facendo attenzione a chiudere il rubinetto quando non serve. C’è poi l’acqua nascosta nei gesti come il bucato o la scelta dei cibi a colazione. Le quantità di acqua implicate sono assai meno ovvie e occorre un pochino di studio per ridurre la propria impronta idrica con coerenza.
Eccovi qualche dato, qualche ricerca e qualche fatto di cronaca per approfondire quanto detto all’AquaCamp di Aquafresh.
Le stampanti in funzione negli uffici producono polveri sottili che gli impiegati si respirano. Per ridurre fastidio, allergie e problemi alle vie respiratorie la soluzione migliore e più ecologia e’ non stampare.
Ovviamente chi vende stampanti, carta, toner e filtri per l’aria vi dirà che “La stampa nel lavoro di oggi svolge un ruolo primario e necessario” e vi proporrà un modo per ridurre le emissioni di polvere delle stampanti. La soluzione presentata da EcoStore a Fa’ la cosa giusta e’ una cappa aspirante da applicare alle stampanti per catturare le polveri alla sorgente.
Siamo stati a Fa’ la cosa giusta a vedere come si evolve il mondo del vivere sostenibile. Nei prossimi giorni vi racconteremo nei dettagli le novità più interessanti, per ora eccovi una panoramica fotografica di quel che abbiamo visto.
Oltre allo swap delle scarpe ci sarà anche il classico scambio di libri alla fiera Fa’ la cosa giusta in programma questo fine settimana a Milano. Noi parteciperemo liberano più di 3 kg di libri e riviste a tema ecologico.
Tra le riviste troverete vari numeri di Altroconsumo con articoli sui pannelli solari, la qualità della frutta, la riciclabilità dei cellulari e la finanza etica. Tra i libri troverete cosette sia per adulti che per bambini.
Avete un paio d’ore da passare con dei bambini e cercate qualche lavoretto facile per Pasqua? Eccovi delle idee semplici e creative per le vostre uova!
Per fare l’albero delle uova piccole e di cioccolato, vi serve una palla di polistirolo, un vasetto ben stabile, un bastoncino, due scampoli di tulle, un nastrino e degli stuzzicadenti.
1) riempite il vasetto con qualcosa di pesante (sassolini, gocce di vetro, sabbia…),
2) rivestite la palla di polistirolo con il tulle e usate il nastrino per chiuderla alla base,
3) infilate la palla sul bastoncino e il bastoncino nel vasetto,
4) infilate tutti gli ovetti sugli stuzzicadenti e infilateli nella palla (possibilmente senza mangiarli subito!).
Aquacamp è il Barcamp del prossimo 30 marzo dedicato al risparmio idrico in casa e in viaggio. Aquacamp fa parte del progetto di Aquafresh “Chiudi il Rubinetto” rivolto principalmente alle famiglie.
Il camp si terrà presso l’hotel La Residenza (Via Vittorio Scialoia 3) e, dopo aver visitato la sua famosa EcoLogic Room, una stanza per gli ospiti totalmente green, dalle vernici ai rubinetti, vi racconteremo anche le nostre impressioni.
Per produrre 1 kg di carne di manzo servono 15.500 litri d’acqua, se fosse pollo ne avrebbe usata 3.900.
Per produrre 1 kg di granturco servono 900 litri d’acqua, per uno di riso ne vanno via 3.400.
Per preparare una tazza di caffè servono 140 litri d’acqua, per una di tè ne bastano 30.
Risparmiare acqua facendo la doccia invece del bagno e’ facile, ma il grosso dei consumi idrici di una famiglia sta nel cibo che mangia. Gli animali che vengono macellati dopo lungo tempo (bovini) richiedono più acqua di quelli a crescita veloce (pollame). I vegetariani richiedono meno acqua dei carnivori (mangiano direttamente legumi, cereali e verdure invece di darli in pasto ad un animale per anni prima di averne della carne commestibile). Anche nella frutta ci sono differenze: per un chilo di mele servono 700 litri d’acqua, per uno di arance 500 e per lo stesso peso in noci di cocco ne servono 2.500.
Chi dice che, in fatto di moda, “sostenibilità” debba per forza coincidere con mancanza di “stile”? Da oggi “il futuro della moda si trova in una riconciliazione tra natura ed industria” a dirlo sono Christiaan Maats e Dirk-Jan Oudshoorn, giovani designer e fondatori della OAT Shoes, azienda con sede ad Amsterdam: dal cuore della vecchia Europa arrivano le prime scarpe biodegradabili.
Sono scarpe da ginnastica dallo stile fresco, attraente e perfezionato nella bella Italia, ma la particolarità è che sono interamente realizzate con plastica biodegradabile ed altri materiali naturali come cotone, avena, sughero, tela di canapa. Una volta giunte a fine vita le scarpe OAT non si buttano nella spazzatura, ma si possono tranquillamente “seppellire” nel giardino di casa, dove verranno lentamente degradate secondo le regole di madre natura.
Questa prima collezione di sneakers biodegradabili è il risultato di quasi due anni di ricerca e sviluppo. “Abbiamo trascorso innumerevoli ore di ricerca in Internet – raccontano i due giovani ecoimprenditori – visitando fabbriche, artigiani e frequentando workshop sulle proprietà ecologiche dei materiali, spesso nuovi e quindi difficilmente reperibili in commercio oppure così vecchi e fuori uso che abbiamo dovuto cercarli in piccole botteghe di artigianato tradizionale. Ed ora eccoci qui con la nostra prima collezione!”
L’opinione pubblica mondiale si e’ svegliata ed e’ ostile all’energia atomica. Occorre ripensare alla sicurezza significa “trovare un altro modo di far soldi” per gli industriali e “speriamo di non perdere voti” per i politici.
Non leggo nelle menti degli industriali interessati al nucleare (Ansaldo nucleare, Sogin società per la gestione di impianti nucleari, Enel e Terna, tra gli altri), ma potrei scommettere che stanno pensando a come gestire il malcontento mondiale nei confronti delle centrali nucleari. Il Forum nucleare ha speso camionate di euro per una campagna pubblicitaria subdola e fuorviante e ora vorrà rientrare del suo investimento. Si tratta di girare a proprio vantaggio l’opinione pubblica, preoccupata per la catastrofe del Giappone.
La paura del nucleare può giustificare delle spese extra, sbloccare altri progetti o far salire i prezzi.
ULTIMI COMMENTI
Jabbawack, credo che la differenza sia nella mobilità: il CubeSail spazza una sola orbita,...
Non sono un ingegnere spaziale (e neanche un ingegnere, per quel che conta…), ma mi pare un...
Me pueden enviar la traducción y la mando a todas las redes interancionales con...
“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...