Le dannose (e dannate) frequenze della Radio Vaticana rappresentano una di quelle storie infinite tutte italiane.
Notizia recente: la radio della Santa Sede è stata ritenuta colpevole del reato di “getto pericoloso di cose” che possano “offendere o imbrattare o molestare persone”, recita il Codice Penale all’Articolo 674. In questo caso, con il termine “cose”, si intendono le onde elettromagnetiche che la radio ha emesso per anni a danno dei cittadini di Cesano, una frazione del comune di Roma.
Finalmente chi ha subìto può ottenere un risarcimento. Magra consolazione rispetto alle battaglie che sono tuttora in atto e alla causa ancora aperta che riguarda l’aumento di mortalità per leucemia per gli abitanti delle zone limitrofe.
A questo proposito il 14 novembre 2010 si è concluso l’incidente probatorio che, dopo 4 anni di attesa, conferma l’assoluta pericolosità delle onde elettromagnetiche trasmesse da Radio Vaticana. Il perito del Gip, Andrea Micheli dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano conferma un “coerente, importante, significativo” rischio di ammalarsi di leucemia, linfoma e mieloma per coloro che vivono nell’arco di 12 chilometri di distanza da Radio Vaticana. Continua a leggere: Condannata Radio Vaticana per i “morti santi”
Nel paese del Sol Levante ne sanno una più del diavolo: combinano l’esigenza di muoversi senza emettere CO2 e quella di purificare l’acqua. Per ora la Nippon Basic Company di Tokyo ha inventato un marchingegno che pulisce fino a 5 litri d’acqua ogni minuto. Decisamente più di quanto consuma il biker-cittadino…
I giapponesi hanno studiato a fondo il problema idrico (acqua potabile e acqua pulita) per le zone colpite da disastri ambientali o gli ambienti rurali dove scarseggia l’oro blu. Secondo le parole del presidente Yuichi Katsuura, il piano di produzione su larga scala di questo sistema per biciclette renderebbe possibile una distribuzione molto più capillare dell’acqua. Come funziona la Cycloclean?
Dal punto di vista ambientale funziona meglio un condominio in centro che una villetta in periferia. Quartieri ad alta densità abitativa e ben serviti dai mezzi pubblici fanno risparmiare energia molto più che cambiare gli elettrodomestici o isolare la casa.
Uno studio dell’EPA ha comparato i consumi di villette monofamiliari, a schiera o case multipiano e la loro collocazione nel tessuto urbano. Una villetta isolata geograficamente ma non termicamente, in un quartiere dove gli abitanti siano forzati a usare l’auto privata consuma 4 volte di più di un appartamento della stessa metratura in centro. Basta spostare la villetta in una posizione ben servita dai mezzi pubblici per quasi dimezzare le necessità energetiche, se poi si migliora anche l’isolamento termico e si usano elettrodomestici di classe A, i risultati arrivano anche al 64%.
Le donne si fanno convincere dagli esperti, per gli uomini funzionano meglio i rimbrotti.
Se volete i numeri, il 69% dei maschi fa qualcosa di eco se ripetutamente punzecchiato, contro il 31% delle donne, le quali preferiscono farsi convincere da un esperto (64%) a cui i maschi invece non accordano la loro fiducia al punto da cambiare abitudini (36%).
La ricerca su quali siano le strategie migliori per convincere la gente a comportarsi in modo più sostenibile e su chi siano le figure più autorevoli per parlare di ecologia sarà presentata durante la Climate Week, durante la quale saranno premiate le figure pubbliche più influenti nel Regno Unito.
Ecowiki e’ stato uno dei primi a dire che lo spot del forum nucleare italiano era ingannevole. Il Giurì dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria lo ha confermato, costringendo il forum a sospendere la messa in onda della pubblicità “E tu sei a favore o contro l’energia nucleare o non hai ancora una posizione?”.
“Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che la pubblicità contestata non è conforme all’art. 2 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale (Comunicazione commerciale ingannevole), letto ed applicato alla luce delle ‘Norme preliminari e generali’ e integrato dal disposto dell’art. 46, e ne ordina la cessazione nei sensi di cui in motivazione.”
Secondo gli esperti delle Nazioni Unite, devolvere il 2% del PIL alla green economy darebbe risultati migliori, in 5-10 anni, del business as usual.
Occorre soprattutto spostare i finanziamenti attualmente devoluti in ambiti insostenibili (carbone, sussidi, pagamento di multe per sforamento di quote…) a settori con possibilità concrete. Ad un maggior benessere diffuso sia tra i Paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo, si sommerebbe anche una riduzione dell’impronta ecologica globale del 50%, entro il 2050. Per ottenere questo risultato di sviluppo economico occorre slegare la crescita economica dal consumo frenetico e intensivo delle risorse.
La notizia è finalmente chiara: l’aumento del rischio di inondazioni è direttamente collegato al global warming. Con un articolo pubblicato la settimana scorsa sulla rivista Nature, “Increased flood risk linkes to global warming”, Quirin Schiermeier spiega che la probabilità di piogge abbondanti e pericolose sarebbero raddoppiate con l’aumento dei livelli dei gas ad effetto sera.
L’articolo accoglie due importanti risultati che provengono da due studi prodotti dall’Università di Edimburgo e dall’Università di Oxford. Il primo, la cui autrice Gabriele Hegerl è climatologa presso l’Università scozzese, compara i dati proveniente da stazioni meteorologiche dell’emisfero nord del pianeta con simulazioni delle precipitazioni eseguite in otto modelli climatici. “Ora possiamo dire con certezza”, spiega la professoressa Hegerl, “che l’aumento dell’intensità delle precipitazioni nell’ultima metà del ventesimo secolo non può essere spiegata da stime di variazioni del clima locale”.
Per produrre una tonnellata di cemento Novacem si usano 100 Kg di CO2 in più di quelli complessivamente emessi, il bilancio della CO2 diventa quindi negativo.
Il prezzo e le caratteristiche tecniche di questo nuovo materiale da costruzione sono equiparabili al cemento portland tradizionale.
“In 150 anni il popolo italiano ha fatto troppi danni al mare, ai monti e al piano, ma adesso io rimedio mi illumino di meno, l’ambiente è sotto assedio non spargo più veleno…mi illumino di meno, ma sono felice uguale risparmio come un treno è festa nazionale!”
Inizia così l’inno dedicato alla giornata del risparmio energetico “Mi illumino di meno”. L’inno è la novità di questa edizione 2011, si tratta infatti di una edizione speciale dedicata non solo alla sostenibilità ambientale, ma anche ai 150 anni dell’Unità d’Italia. Continua a leggere: Mi illumino di meno, ma accendo una candela per l’Aquila!
Chi lavora la terra con le mani si sente meglio e risolve meglio i problemi grazie (suggeriscono alcune recenti ricerche scientifiche) ad un batterio: il Mycobacterium vaccae.
L’effetto benefico sull’umore dell’uomo delle attività all’aperto era già noto da tempo e per testare l’effetto di questo batterio Dorothy Matthews del Sage Colleges in Troy ha condotto un esperimento con dei topi. Quelli che ricevevano il batterio con la dieta riuscivano ad orientarsi in un labirinto molto più velocemente del gruppo di controllo e mostravano livelli di stress molto minori. L’effetto perdura per alcune settimane dopo l’interruzione della somministrazione e poi sparisce.
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Jabbawack, credo che la differenza sia nella mobilità: il CubeSail spazza una sola orbita,...
Non sono un ingegnere spaziale (e neanche un ingegnere, per quel che conta…), ma mi pare un...
Me pueden enviar la traducción y la mando a todas las redes interancionales con...
“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...