I kiwi che lo scienziato Jim Briskie vorrebbe deodorare sono gli uccelli non volanti della Nuova Zelanda. Il loro odore e’ talmente forte che i gatti introdotti dai coloni europei li trovano facilmente e li hanno quasi estinti.
L’odore di fungo e ammoniaca e’ contenuto principalmente nelle cere che proteggono le piume dell’uccello. Un’altra specie in pericolo, il kakapo una sorta di pappagallino notturno, profuma come “una custodia di violino ammuffita”.
Fino all’introduzione dei predatori (mammiferi) gli uccelli non avevano bisogno di nascondere il proprio odore. Ora sono diventati prede facilissime da scovare e, non potendo volare, ci lasciano le penne. Non potendo rimuovere dall’ambiente le specie aliene che li minacciano, il governo neozelandese ha finanziato una ricerca per studiare le possibili difese “naturali” per salvare questi uccelli.
Per sfrecciare sopra il traffico basta pedalare in una capsula trasparente, appesa ad una rotaia. Si viaggia sicuri, più in alto degli scarichi delle macchine, sfruttando solo la forza muscolare umana.
Se il ciclista dietro di voi va più veloce di voi, non c’è rischio di tamponamento. Semplicemente le due capsule si mettono a lavorare in tandem ed entrambi andrete più veloci, come una macchina con due motori. La velocità massima del sistema e’ tarata a 25 km/h. Potrebbe andare molto più veloce, ma sarebbe più difficile gestire gli urti, i cambi di corsia e le soste alle stazioni.
Dopo ogni uso le capsule vengono igienizzate prima di essere date all’utilizzatore seguente. Le capsule attendono di essere usate alle stazioni, posizionate vicino ai centri di traffico o di interscambio e grandi come 5 automobili parcheggiate. Da ogni stazione per 10 capsule possono partire fino ad un massimo di 1200 passeggeri ogni ora. Le capsule vengono distribuite secondo le richieste dal personale del sistema, che ne può attaccare diverse in un treno.
Per prima cosa occorre procurarsi semi adatti al clima e al suolo dove dovranno essere piantati. Se ne avete uno fidato, chiedete ad un amico naturalista di consultare per voi le carte fitosociologiche della zona che vi interessa. Ignorate i consigli dell’amico vivaista (mettere in natura gli ibridi da giardino non e’ una idee ecologicamente sensata). Se non avete amici competenti, fidatevi della natura: raccogliete voi stessi i semi delle piante spontanee che crescono in un’area vicina e simile a quella che vi interessa.
Invece delle merendine i ragazzi possono fare merenda con un sacchetto di carote. La macchinetta che vende le baby carrots sta in una scuola dell’Ohio e pubblicizza il prodotto dicendo “mangiatelo come se fosse cibo spazzatura”, alludendo scherzosamente alle merendine confezionate.
La californiana Bolthouse Farms ha trovato un nuovo canale di vendita per le sue carote “baby”, ovvero per quelle fuori misura, troppo piccole per essere vendute nei supermercati. Il prodotto viene presentato pulito, confezionato in atmosfera protetta, quindi ad un prezzo ben maggiore delle carote disponibili al mercato. I tecnici dicono che e’ un prodotto di quarta gamma, per i comuni mortali e’ un prodotto per pigri con soldi da buttare.
Ho una bimba di un anno e mezzo e ho sempre utilizzato biberon di vetro. Ora, che per ovvi motivi devo passare alla plastica almeno per l’acqua quando siamo a passeggio, sono alla ricerca di biberon senza BPA in rispetto del sacrosanto “principio di precauzione” sancito dalla normativa europea. Il tema è di attualità e ormai se ne parla sempre di più da mesi. A giorni dovrebbe arrivare, infatti, il parere finale dell’Efsa (Autorità Europea sulla Sicurezza Alimentare) dopo l’esame oltre 800 studi per valutare gli effetti della sostanza in alcuni tipi di biberon e in altri contenitori per alimenti.
Fino a qualche mese fa era veramente un’impresa trovare un biberon privo di bisfenolo A. Oggi, invece, la sua assenza è una vera e propria arma di marketing. Un esempio è la nuova linea “Evolution” di Chicco, dedicata a”mamme esigenti e raffinate”. Sulla confezione color oro è scritto in grandi lettere “SENZA BPA”, una delle tante novità di questa linea propone alle mamme. Dispiace vedere che le case produttrici di biberon puntino sull’assenza di questa sostanza per farsi pubblicità. Dispiace ancora di più sapere che in paesi come la Danimarca e il Canada l’uso del BPA è già vietato e lo sarà presto altrove (Francia e Germania). Dispiace, infine, vedere come l’Italia per vietarlo (anche solo in via precauzionale) debba attendere una decisione europea.
Se lasci scorrere troppa acqua, il pesce rosso nella boccia sopra il lavandino rischia di restare senza.
Il poor little fish nuota tranquillo fino a quando il rubinetto viene aperto. A questo punto il livello nel suo acquario inizia visibilmente a scendere.
Il designer Yan Lu ha escogitato un sistema efficace per rendere visibile il consumo di risorse vitali. Chi usa il suo lavandino vede un nesso diretto tra le sue azioni e la vita di un altro essere vivente. Vedere concretamente questo nesso di causa-effetto coinvolge in modo profondo perché riesce ad emozionare molto più di un cartello “risparmia acqua per il bene del pianeta”. Il pianeta, le generazioni future e la falda freatica sono entità astratte, lontane dall’esperienza quotidiana. Un pesce rosso, per quanto concettualmente insignificante, ha un potere persuasivo molto maggiore. Continua a leggere: Salva il pesciolino, risparmia acqua!
C’è un conflitto di interesse quando la stessa multinazionale chimica vende medicine per curare le malattie causate dai propri prodotti? Secondo Emmanuelle Schick Garcia, autore del film The Idiot cycle, c’è un enorme interesse a creare problemi per poter guadagnare sulla loro soluzione.
La angel car e’, ovviamente, elettrica pure lei. Oltre a poter entrare nei centri storici e nelle zone precluse ai veicoli inquinanti, secondo i costruttori e’ meglio accettata dai possibili utilizzatori. Una persona che usa una auto elettrica ha, probabilmente, delle motivazioni molto serie per farlo. Andare in suo soccorso con un generatore diesel e affumicare il cliente già seccato per un quarto d’ora non sembra neppure a me una strategia commerciale vincente.
Il cibo che arriva sulle nostre tavole è ormai sempre più manipolato, che di naturale ha ben poco. Non si tratta solo di alimenti industriali. Il problema riguarda anche i prodotti sofisticati e contraffatti da veri e propri criminali. A pagarne le spese è la nostra salute, l’ambiente, la nostra economia e il nostro portafogli. Secondo Italia a Tavola 2010, il rapporto sulla sicurezza alimentare del Movimento Difesa del Cittadino e Legambiente, nel 2009 sono stati 41 milioni o chili di prodotti sequestrati dalle Forze dell’Ordine, per un valore di oltre 145 milioni di euro a seguito della scoperta di oltre 86mila infrazioni (tra penali e amministrative). Il lato positivo è che questi cibi vittima di frodi non sono arrivati sulle nostre tavole, e questo grazie a oltre 700mila controlli effettuati solo in un anno.
I problemi principali riguardano tre settori: latte e derivati, carni e allevamenti e Made in Italy. Numerose le storie sul la mozzarella: un prodotto ormai manipolato e inquinato in tutti modi (pensiamo alle mozzarelle colorate!). Anche a monte, come testimoniano le scoperte di allevamenti di bufale dopate con farmaci e ormoni vietati dalla legge. Per quanto riguarda invece i prodotti simbolo del nostro Paese è il vino il comparto più colpito dalle frodi, soprattutto se di qualità. Parliamo di nomi blasonati, quali l’Amarone della Valpolicella, il Nero D’Avola, il Primitivo di Manduria. Uve da tavola o straniere si trasformano magicamente in Denominazioni di origine, che tutto hanno men che l’origine locale che rende uniche certe etichette.
La Provincia di Milano intende garantire alla mobilità ciclabile pari dignità e garanzie della mobilità in auto. Per questo motivo ha dato vita al Registro provinciale delle biciclette che, grazie alla tecnologia a microchip, consente l’associazione tra la bicicletta e il suo proprietario. Un intervento fondamentale per la nascita di pacchetti assicurativi dedicati, per la copertura del furto, della responsabilità civile e della mobilità casa-lavoro.
A Milano pari dignità non significa rimuovere forzatamente le auto parcheggiate sulle ciclabili, ma offrire in pasto al mercato assicurativo i ciclisti. I ciclisti hanno portafogli da svuotare tanto quanto gli automobilisti ma spendono molto poco per spostarsi. Un cittadino che non spende, che gira per la città senza far girare l’economia, merita l’attenzione degli amministratori.
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“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...