Il Barilla Center for Food & Nutrition ha presentato la doppia piramide alimentare dove, alla tradizionale piramide con tanta frutta e verdura alla base e poca carne in cima, se ne affianca una dei costi ambientali di ogni alimento. In soldoni: costa poco (poco terreno, poca acqua, poca energia,…) produrre vegetali e costa tanto produrre bistecche.
Barilla ha usato bellissime foto dall’archivio del National Geographic per illustrare il suo programma, io mi sono limitata a fotografare i fatti. I fatti in questione sono i piatti al buffet del convegno della Barilla “Alimentazione e ambiente” dove si vede bene la distanza tra la pubblicità alla dieta mediterranea e la messa in pratica dei concetti ecologici usati per rafforzare l’immagine del marchio.
Sotto ogni piatto, gadget e grafico troverete le mie considerazioni e quelle dei relatori intervenuti. Le slide del convegno spiegano con maggiore dettaglio i vantaggi ecologici della dieta mediterranea in termini di water footprint, carbon footprint e life cycle assessment.
YOXI è un progetto nato in rete ma che potrebbe essere anche un format televisivo, ma che affronta temi che in tv non vedremo mai, in collaborazione con l’ormai celeberrimo team di GOOD Magazine, autore tra le altre cose di un bellissimo video sul petrolio. L’obiettivo di YOXI è la creazioen di contest in cui team di persone esperte e titolate possano sviluppare e proporre metodi efficaci per agevolare ed incentivare buone condotte sociali e ambientaliste. Tra le squadre sfidanti, quella che riuscirà ad attrarre maggiormente l’attenzione di una giuria di esperti e degli utenti del sito vincerà un premio di 5000 dollari, devoluto ad un’associazione no-profit che si prenderà l’incarico di mettere in pratica l’idea vincitrice.
Il primo contest ha come protagonista la bicicletta. Le quattro squadre selezionate avranno il compito di var venire a tutti la voglia di pedalare. I concorsi si svolgono molto velocemente e i pretendenti si giocano tutti in sole quattro settimane, in questa sfida che si compone di tre fasi. Continua a leggere: La strada giusta per promuovere la bicicletta la cerca YOXI
Entrare in una cucina piena di vapore caldo, d’estate, fa passare l’appetito. Ecco perché abbiamo raccolto per voi 5 idee per evitarlo, conservando il piacere di sedersi a tavola.
1) provate ricette crudiste. Molti piatti si possono preparare senza accendere i fornelli, non solo insalate e panini. Provate crudismo.com oppure googlate “ricette crudiste” e scoprirete zuppe fresche, creme, spezzatini croccanti, biscotti e involtini da preparare mantenendo fresca la vostra cucina.
2) mangiate piccante. Molte ricette del Sud Italia contengono sostanze piccanti che, favorendo la vasodilatazione, aiutano a dissipare il calore corporeo. Sfruttate questa perla di saggezza popolare per godervi l’estate, ma non esagerate con i peperoncini se avete la pressione bassa: mangiare piccante ve la farà scendere sotto i piedi!
Andare a dormire un’ora prima, per risparmiare energia, e’ il suggerimento del ministero dell’ambiente giapponese a tutti coloro che si attardano a guardare la TV fino alle ore piccole. Alzandosi un’ora prima al mattino si avrebbe tempo e luce naturale per fare una colazione migliore, correre o fare yoga in un parco, dedicarsi ad un hobby…
Il concetto e’ lo stesso del passaggio da ora solare ad ora legale, con il vantaggio che l’abitudine non verrebbe spezzata al cambio di stagione ma resterebbe immutata nel corso dell’anno. Lo stesso ministero aveva lanciato, cinque anni fa, la campagna Cool Biz in cui si invitavano gli impiegati ad indossare maniche corte e a lasciare a casa la cravatta per poter sopportare meglio le temperature estive senza ricorrere eccessivamente all’aria condizionata.
Gli allevamenti inquinano. Ne abbiamo parlato ad Ecowiki in riferimento sia al consumo di carne che di latte e derivati. Lo dice la Fao e molti altri studi. Ma che ne pensano i produttori? Ieri si sono riunite a Roma Assalzoo e Assocarni per comunicare il loro punto di vista. In particolare, per sottolineare come una modifica della dieta alimentare, orientata verso un minore consumo di carne, non sia la panacea di tutti i mali.
Ad aprire il convegno il ministro della Salute, Ferruccio Fazio. Arrivato di fretta ha sottolineato di avere poco tempo. Ha preso un foglio e ha cominciato a parlare un po’ a braccio un po’ leggendo . Ha parlato di tutto, tranne che di allevamenti sostenibili, inquinamento atmosferico, efficienza del settore, innovazione tecnologica. Ha parlato di sicurezza alimentare, di Ogm e della collaborazione con la Fao (Food and agricolture organization) e con l’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) in questo settore. Eppure il titolo del convegno parlava chiaro: L’allevamento per un mondo sostenibile. Non solo per lui ma anche per chi gli aveva preparato quel foglio. Altrettanto chiara è stata l’introduzione che gli è stata appositamente fatta prima del suo intervento. Insomma, l’opinione delle istituzioni è a noi cosa oscura.
Le case rumorose peggiorano di gran lunga la qualità della vita. Molte patologie a carico dell’apparato uditivo, come la sordità o la ipoacusia, possono essere determinate sia da rumori intensi e di breve durata sia da lunghe esposizioni a rumori meno invadenti ma prolungati nel tempo. Si ritiene che l’incremento di rumore di 3 dB provoca un raddoppio della pressione sonora e quindi un sovraccarico stimolatorio che va a determinare una lesione cocleare, che si aggrava con il protrarsi dell’esposizione, coinvolgendo progressivamente le alte frequenze, quelle più basse fino ad interessare le frequenze del “parlato”: si arriva così alla sordità.
Inoltre l’esposizione cronica al rumore odierno (che allo stato attuale ha superato la soglia dei 60 decibel diurni e dei 50 decibel notturni fissata dalla OMS) è anche causa dei disturbi del sonno e dello stress che sembrano essere sempre più in aumento nel nostro Paese.
In tema di inquinamento acustico esiste già la legge n. 447/1995 volta prevalentemente alla tutela della persona nell’ambiente di lavoro, ma come si fa a proteggere la persona anche nel suo ambiente intimo come può essere quello di una casa?
martedì, 22 giugno 2010a cura di Enrico Pascucci in: Auto e trasporti
Se a Roma sampietrini e rotaie dei tram possono essere affrontati con le giuste gomme e i pericoli del traffico limitati prendendo le giuste scorciatoie, sembra non ci sia ancora rimedio contro i ladri. Lo si capisce guardando le catene utilizzate dai ciclisti romani, abbastanza robuste da trainare un’auto ed è ancora quando si vedono queste catene segate e abbandonate a terra. Sembra che nemmeno le colonnine che “ancorano” le bici del bike sharing della Capitale possano fare molto, infatti nesono state rubate ben 45 bici negli ultimi 60 giorni.
Il dato è ancora più grave se confrontato con il il totale delle bici disponibili, limitato a 150 biciclette, distribuite in 27 posteggi disseminati per la città. Non tantissime ma sufficienti per spostare ben 8300 persone che utilizzano questi mezzi per gli spostamenti quotidiani e occasionali. Continua a leggere: Bike sharing: a Roma un grande successo, anche tra i ladri
Il parcheggio per auto elettriche E_TREE assomiglia ad un boschetto: ogni albero ha una chioma fotovoltaica con cui produrre energia elettrica per ricaricare i veicoli.
I pali su cui sono montati i pannelli solari hanno l’aspetto di tronchi e i pannelli stessi, sebbene piatti, hanno la forma di una fronda. I pannelli ruotano e si inclinano come enormi girasoli per ottimizzare la cattura della luce nell’arco del giorno.
Il designer Neville Mars si e’ ispirato alla natura, applicandone forme e funzioni alle necessità urbane, proprio come nel caso dell’edera fotovoltaica di cui parlavamo la settimana scorsa. Mars si e’ formato alla scuola olandese di design e le sue idee sulla trasformazione urbana sostenibile hanno poi trovato applicazione a Pechino. Dirige la Dynamic City Foundation.
I prodotti esfolianti contengono microsfere di polietilene che, indistruttibili, si fanno il giro del mondo per tornarci in casa nel pesce che mangiamo.
La schiuma piena di microsfere esfolianti scivola giù nello scarico del lavandino, viaggia per qualche chilometro di tubature, passa (qualche volta) nei depuratori e finisce in mare, dove viene mangiata da molluschi, crostacei e altri animali che la scambiano per appetitoso plancton.
Le microsfere non apportano nutrimento, ma si possono accumulare nell’apparato digerente e possono anche migrare nei tessuti, portandosi appresso sostanze tossiche idrofobe. Una di queste sostanze, il fenantrene, e’ cancerogeno e in questo modo arriva ben concentrato fino alle balene, ai delfini e a noi.
In Afghanistan sono stati stimati giacimenti (commercialmente sfruttabili) di ferro per 421 miliardi di dollari, di rame per 274, niobio 81, cobalto 51 e oro per altri 25 miliardi. Oltre a questi, c’è da segnalare il litio, la cui richiesta e’ in aumento per via delle batterie dei veicoli elettrici e di moltissimi tecnogadget. I giacimenti afgani di litio sarebbero di entità pari a quelli boliviani, che attualmente soddisfano metà della richiesta mondiale.
I giacimenti sono stati ricartografati nel 2007, basandosi sulle carte geologiche fatte dai russi, durante l’occupazione degli anni ’80 e solo adesso ne e’ stato reso pubblico il valore stimato. A trovarli e’ stata una missione congiunta di militari, servizio geologico e il programma umanitario USAIDS, tutti statunitensi.
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“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...