La copertina del volume “Green production technologies” ha una luce incorporata. Si tratta di un OLED alimentato da un piccolo pannello solare, inserito nella custodia del volume. Lo hanno presentato come una grande innovazione nel packaging sostenibile e il libro viene proposto come “la prima integrazione al mondo di questa tecnologia futuristica negli imballaggi di oggi”.
C’era davvero bisogno di una lucetta e di una custodia per quel libro? Non mi pare.
Dar fuoco al petrolio nel Golfo del Messico potrebbe evitare guai peggiori alle coste della Louisiana, dove si trova anche l’area protetta del delta del Mississippi. Con incendi controllati si potrebbe bruciare tra il 50 e il 95% del petrolio galleggiante. Attualmente la chiazza ha un perimetro di 970 km, immaginate quindi i problemi logistici posti dal suo contenimento. Che cosa possono fare le 50 unità navali al lavoro nella zona?
Il petrolio disperso in mare tende a venire a galla, essendo più leggero dell’acqua, ma questa migrazione verticale e’ rallentata dalle correnti e dalle stratificazioni termiche dell’acqua. Quando raggiunge la superficie, crea uno strato impermeabile agli scambi gassosi e, in pratica, soffoca gli organismi che vivono sott’acqua. Quelli che non muoiono soffocati pagheranno le conseguenze del bioaccumulo, ovvero del concentrarsi delle sostanze tossiche e cancerogene nella catena alimentare. In mare aperto vivono meno organismi di quanti abitino le coste, per questo si cerca di fermare la chiazza prima che arrivi a terra.
E’ possibile autoprodurre energia camminando. La compressione di una molla inserita nel tacco delle scarpe produce corrente, che viene poi immagazzinata e resta disponibile per usi diversi.
L’idea viene dai laboratori della Louisiana Tech University, dove il professor Kaajakari ha trovato un polimero molto economico capace di sostituire il tradizionale generatore in ceramica. E’ possibile sostituire il materiale che assorbe gli shock posto nel tacco delle scarpe con questo polimero che, mentre si deforma per rendere più confortevole la passeggiata, produce energia.
Il piezoelettrico produce 5 mJ di energia ad ogni passo, ad un voltaggio (> 50 V) ancora troppo alto per essere usato direttamente. Per arrivare ai 3V utili a caricare una qualsiasi apparecchiatura elettronica (gps, cellulare, …) occorre abbassare il voltaggio e alla Louisiana Tech University sono riusciti a farlo con una efficienza di conversione del 70%. Proprio bravi!
Bocconcini al sapore di rospo che fanno venir la nausea saranno usati in Australia per insegnare ai quoli (Dasyurus spp.) ad evitare i rospi delle canne. L’idea di addestrare questi piccoli predatori usando il disgusto come metodo di insegnamento e’ di Jonathan Webb, dell’università di Sydney.
I quoli sono piccoli marsupiali carnivori chiamati anche gatti australiani e quando mangiano i rospi delle canne muoiono di avvelenamento per via delle tossine contenute nelle ghiandole cutanee degli anfibi.
I rospi delle canne sono una specie aliena in Australia; sono stati introdotti per proteggere le piantagioni di canna da zucchero e hanno provocato un danno ecologico enorme. I quoli se la passano molto male da quando il loro territorio e’ stato invaso da questi anfibi esotici.
Catherine Mohre e’ una tecnofanatica ambientalista che, in 6 minuti su TED, spiega quali criteri ha usato per costruirsi la casa. Per darvi il livello di meticolosità di Catherine vi basti sapere che si e’ calcolata quanta energia grigia avrebbe usato per pulire una goccia di yogurt dal tavolo usando un pezzo di carta da cucina (normale o riciclata), una spugna o un panno di cotone.
Inutile dirvi che mi e’ piaciuta subito moltissimo e che leggere queste belle notizie di lunedì mattina mi ha messo di buon’umore.
Randall Arauz vive e combatte in Costa Rica perché le pinne di pescecane restino attaccate ai pescecani. La pratica illegale utilizzata per massimizzare i profitti e’ quella di staccare le pinne dai pesci, che vengono ributtati a mare dove agonizzano e muoiono.
Per ridurre la pesca di frodo gli squali dovrebbero arrivare a terra con le pinne ancora attaccare, ma il regolamento di pesca dell’Unione Europea ha delle scappatoie che rendono difficili i controlli (ad esempio si possono scaricare le pinne e il resto dei pescecani in porti diversi, si possono “lavorare” i pesci a bordo, buttando via testa ed interiora e quindi alterando le proporzioni in peso del pescato,…).
Dito puntato contro gli allevamenti. Produrre carne, latte e derivati inquina. Ne avevamo già parlato soprattutto in riferimento al grande consumo di carne a livello mondiale. Ma non avevamo considerato il settore lattiero caseario. Adesso un nuovo rapporto della Food and Agricolture Organization (FAO), “Greenhouse gas emissions from the dairy sector”, afferma che il comparto è responsabile per il quattro cento sul totale di tutte le emissioni di gas serra causate dall’uomo.
Secondo la FAO nel 2007, il settore lattiero-caseario ha emesso 1.969 milioni di tonnellate equivalenti di biossido di carbonio (CO2), dei quali 1.328 milioni di tonnellate sono da attribuire al latte, 151 milioni di tonnellate alla carne di animali lattieri, e 490 milioni da vitelli allevati espressamente per la carne. In pratica produrre un chilo di latte e relativi derivati costa, in termini ambientali, 2,4 kg di anidride carbonica.
Oggi si festeggia, con numerose iniziative di carattere ambientale la giornata dedicata alla Terra, in inglese Earth day. Le stime dicono che si tratta della più sentita giornata di vacanza laica al mondo, festeggiata mediamente da circa mezzo miliardo di persone in quasi 200 Paesi.
Chi ha progettato una panca coperta d’erba ha mai smacchiato un paio di pantaloni sporchi d’erba? Dopo il primo uso anche l’estetica dell’oggetto si rovina. Non e’ usabile, non e’ buon design.
Lampade fatte al 97% di sapone. Hem, era una battuta sulla tecnologia pulita? Non so a voi, a me non fa ridere. Ha senso pensare ad un utilizzo per la glicerina avanzata dalla produzione di biodiesel, ma farne delle lampade, hem, ecco…
Come piegare, incollare, tagliare senza sprechi il cartone per ottenere mobili ecologici? Lo si può imparare in un corso teorico/pratico sul design del riciclo in cui vengono spiegate le caratteristiche tecniche del materiale e i trucchi per impiegarlo nell’arredamento.
La chaise longue della foto è il risultato della prima lezione del “corso di progettazione col cartone” tenuto alla casa dell’arte a Bagnile di Cesena, realtà gestita da aquilone di iqbal, una associazione no profit per la solidarietà.
L’idea di spiegare come progettare mobili usando materiali facili da trovare e molto economici e’ dei designer Matteo Manenti e Simone Cannolicchio, del Dorothy Gray. Se ne e’ visto un esempio al fuori salone, in Zona Tortona e abbiamo intervistato per voi uno dei due designer:
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“devi metterle incrociate, sennò ti parte via di lato. Poi tutta quella plastica che...
Del mondo penso che sia un pò malandato ma sempre meravigliosamente sorprendente, specie quando...
Io infilo i pezzettini in una retina fine (quelle dell’aglio) e la uso come saponetta...
Io invece l’ultimo pezzetto sopravvissuto lo lascio seccare un pò sul termosifone e poi lo...
Interessante! :) personalmente però uso http://fuelmonitor.altervista. org/ per controllare i...