martedì, 30 settembre 2008
a cura di lumachina
in: Salute e alimentazione
L’idea di sfruttare gli scarti legnosi per alimentare un forno a legna e’ della Tama Norin Corp. ditta giapponese specializzata nello sfoltimento delle foreste.
La Konoha Bread Factory (di proprietà della Tama Norin) propone il suo pane come “ecologico” e spiega come tutti i materiali utilizzati per costruire il forno siano “naturali”. Tavoli e sedie sono fatti di legno locale, peccato che le pietre provenienti dall’Austria rovinino l’impatto ambientale e l’immagine “sostenibile” del progetto.
Il forno della della Tama Norin si trova a Tokyo, in una regione in cui l’80% del legname da opera viene importato dall’estero e gli scarti degli alberi abbattuti in loco non venivano utilizzati. Il forno a legna, a detta della Konoha Bread Factory, usa meno energia di un analogo elettrico o alimentato a gas.
Via | Daily Yomiuri
Foto | africankelli
martedì, 30 settembre 2008
a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

Hank Green di Ecogeek presenta una bella riflessione sull’impatto ecologico della vendita on line di musica e video soggetta a diritto d’autore. Il passaggio dalla vendita di beni (CD) alla vendita di servizi (musica) e’ in atto non per motivi ecologici, ma principalmente per motivi di comodità ed economicità. Diamo per scontato che scaricare musica riduce l’impatto della produzione del supporto, del suo trasporto, stoccaggio, vendita e smaltimento.
Il primo aspetto del problema e’ il consumo di energia per tracciare l’utilizzatore di musica comprata.
Continua a leggere: Condividere musica on line farebbe bene al pianeta
martedì, 30 settembre 2008
a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia
Quattro famiglie di castori (Castor fiber L.) sono state catturate in Norvegia per essere poi liberate in Scozia, la prossima primavera. L’associazione dei pescatori di salmone scozzesi e’ insorta e ha dichiarato il piano di reintroduzione del castoro un atto sconsiderato. I pescatori temono l’impatto dei castori, che in Scozia si sono estinti 400 anni fa, sui pesci.
Il problema e’ che i castori costruiscono dighe per regolare il livello delle acque in cui vivono e che i salmoni potrebbero quindi avere problemi a risalire i torrenti in cui vengono reintrodotti i castori. Gli altri Paesi in cui la reintroduzione del castoro ha avuto successo (Olanda, Francia del nord, Danimarca e Svezia) non erano interessati dalle migrazioni dei salmoni e, quindi, i benefici ambientali misurati in quelle circostanze non possono essere presi a modello per la reintroduzione in Scozia.
Continua a leggere: Il ritorno dei castori minaccia i salmoni?
lunedì, 29 settembre 2008
a cura di lumachina
in: Scienza e tecnologia
Gli alberi possono produrre abbastanza energia elettrica da alimentare una stazione di rilevamento dati meteorologici applicata al tronco. A sviluppare il progetto di “monitoraggio autogestito” delle foreste sono stati dei ricercatori del Center for Biomedical Engineering (un dipartimento del MIT) che intendono applicare la scoperta al monitoraggio degli incendi. Se le stazioni di monitoraggio non avessero bisogno di qualcuno che andasse a cambiare le batterie di tanto in tanto, potrebbero funzionare meglio (con minor spesa).
Si possono sfruttare gli alberi per produrre energia partendo dalle differenze di pH tra il tronco e il terreno. L’energia prodotta e’ sufficiente a spedire quattro volte al giorno i dati di temperatura e umidità. Ogni stazione fa da ponte per i segnali delle altre, fino a raggiungere la centralina per le comunicazioni satellitari. In caso di incendio i dati vengono inviati immediatamente, consentendo di localizzare l’evento prima che assuma proporzioni più difficili da gestire.
La prossima primavera la Voltree Power poserà la prima rete di meteo-stazioni alimentate ad alberi e si faranno i test di funzionalità necessari a determinare la disposizione ottimale delle stazioni, ovvero quella che permette alla rete di funzionare con il numero minimo di strumenti.
Via | MIT
lunedì, 29 settembre 2008
a cura di lumachina
in: Auto e trasporti, Comunicazione e cultura
Entrare nei centri urbani a fare pubblicità con un furgone e’ diventato difficile per “colpa” dei blocchi del traffico e delle zone a traffico limitato. La pubblicità non può restare lontana dal suo pubblico e si adegua, caricando slogan, immagini e ragazze su furgoncini elettrici.
Multy Eko Publicity si propone come soluzione al problema e nel sito in cui spiega i suoi punti di forza leggo che il veicolo elettrico serve: “per far arrivare materiale e informazioni pubblicitarie negli inespugnabili centri storici e nelle zone a traffico limitato delle nostre città. Un vero e proprio cavallo di troia ecologico, grazie alla sua propulsione elettrica, …”.
Continua a leggere: Pubblicità forzatamente ecologica nelle ztl
lunedì, 29 settembre 2008
a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia
Il GCDT (Global Crop Diversity Trust) sta mettendo in rete i dati delle banche dei semi disperse in tutto il mondo. Lo scopo di condividere le informazioni sulle varietà esistenti di piante commestibili (legumi e cereali in particolare), ha lo scopo di aiutare la selezione di varietà resistenti alle sfide climatiche prossime venture.
Il direttore del GCDT, Cary Fowler, ha spiegato che “le nostre piante devono produrre più cibo sulla stessa quantità di terra, con meno acqua e usando energia che diventa sempre più costosa.” Non e’ quindi solo un problema di aumento della domanda, dovuto sia all’aumento della popolazione mondiale che alla richiesta di biocarburanti, ma anche un problema economico, con materie prime come acqua ed energia che diventano più difficili da ottenere a basso prezzo.
Continua a leggere: Cibi a prova di cambiamenti climatici
domenica, 28 settembre 2008
a cura di lumachina
in: Buone pratiche e consigli

Dovremmo ripensare all’imballaggio dei nostri prodotti.
Che cosa c’è che non va?
Stiamo usando specie in via di estinzione.
Solo le meno popolari.
Fa lo stesso, e’ un sacco di imballaggio per un DVD.
Via | Dilbert
sabato, 27 settembre 2008
a cura di lumachina
in: Politica ed economia
Le Nazioni Unite prospettano un aumento dell’occupazione legata all’agricoltura biologica, ai trasporti, all’edilizia e alle tecnologie verdi in genere. Il rapporto si intitola “Green Jobs: Towards Decent Work in a Sustainable, Low-Carbon World” ed e’ stato commissionato per valutare l’impatto delle politiche verdi sulla società.
Si calcola, ad esempio, che stimolando la produzione di biocarburanti (che poi tanto verdi non sono) le persone impiegate potrebbero passare dal milione attuale ai 12 del 2030. Entro il 2030, 6,3 milioni di posti di lavoro saranno creati per mantenere e installare nuovi pannelli solari, 2 milioni di persone troveranno un impiego legato all’energia eolica.
Il direttore dell’UNEP Achim Steiner ha detto che se l’economia non vira verso metodi low-carbon (ovvero che richiedano poca energia da fonti fossili e riducano le emissioni di anidride carbonica), si perde la possibilità di impiegare milioni di persone e questo, economicamente parlando, sarebbe un danno. Ritardare questo processo per via della crisi economica globale sarebbe un errore strategico grave. Aspettare altri anni prima di investire nelle tecnologie verdi renderà il passaggio ancora più costoso di quanto non sia ora.
Via | UNEP
venerdì, 26 settembre 2008
a cura di lumachina
in: Natura ed ecologia
Qualcuno si e’ introdotto nell’allevamento di animali da pelliccia a Gomarolo di Conco, sull’Altopiano di Asiago, e ha aperto le gabbie di 9.000 visoni. Le bestie sono scappate, ma non tutte hanno trovato la via d’uscita e la mattina dopo circa 6.000 sono state recuperate all’interno dello stabilimento e riportate in gabbia.
Delle 3.000 che sono riuscite ad evadere alcune centinaia sono state recuperate nel raggio di alcuni chilometri dall’allevamento e riportate in gabbia.
Qualche giorno fa una simile azione era stata rivendicata da ALF (Animal Liberation Front) un movimento per i diritti degli animali che, tra le altre cose, giustifica l’irruzione nei luoghi dove si compiono ingiustizie con lo scopo di documentarle. Il movimento combatte i maltrattamenti sugli animali in molti modi, la maggior parte dei quali informativi.
Continua a leggere: “Liberati” 9.000 visoni ad Asiago
venerdì, 26 settembre 2008
a cura di Fresna
in: Natura ed ecologia
Metodi di pesca sostenibile sarebbero utili non solo per le specie ittiche ma anche per gli uccelli marini. La pesca con il palamito, ad esempio, può essere un pericolo per loro. Per questo la Food and Agricolture Organization (Fao) ha chiesto l’introduzione di metodi più efficaci contro queste stragi e di una pesca più sostenibile.
Il palamito è costituito da una serie di lenze con ami attaccate ad una trave. Nel caso della pesca dei tonni le lenze possono essere lunghe anche fino a 100 chilometri e le esche possono essere circa 20mila. Impigliati a queste lenze ed esche muoiono ogni anno pesci, tartarughe e anche gli uccelli marini.
Secondo la Fao solo nel 2002 in Cile sono morti a causa del palamito 1.600 uccelli. Di questi 1.500 erano albatri, specie in via di estinzione: l’associazione BirdLife International da tempo porta avanti la campagna “Save the albatross” per tutelare questi uccelli marini, di cui ben 19 specie su 22 sono minacciate di estinzione proprio per colpa della pesca effettuata con palamiti.
Continua a leggere: La pesca con il palamito tra i nemici degli uccelli marini
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Sono un ingegnere oltre che imprenditore nel settore edile. Mi sono avvicinato con molto...
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