Law and order contro il climate change
mercoledì, 30 luglio 2008in: Natura ed ecologia

Il Guardian segnala la la gare delle vignette ambientaliste promossa dal fondo Kensprague
Questa è senza dubbio la mia preferita.

Il Guardian segnala la la gare delle vignette ambientaliste promossa dal fondo Kensprague
Questa è senza dubbio la mia preferita.

Attrezzare il proprio tetto a verde estensivo (con piante grasse, erbe, muschi eccetera) costa circa 45 Euro al metro quadro, 25 dei quali possono essere pagati dal comune di Rotterdam. La città olandese ha infatti deciso di aiutare i propri cittadini intenzionati a migliorare la qualità urbana piantando qualcosa sul proprio tetto.
Continua a leggere: Rotterdam offre sussidi per i tetti verdi

In Olanda si trovano giornali gratuiti che trattano tematiche ambientali. Ho tra le mani De Betere Wereld, ovvero “il mondo migliore” con tanto di motto: “goditela e fa’ del bene”.
Il giornale, formato “Repubblica” esce ogni due mesi, e’ composto da 40 pagine con articoli di bioedilizia, energie rinnovabili, alimentazione, vacanze sostenibili, armonia tra spirito e corpo e perfino le pubblicità sono coerenti con la filosofia del giornale. De betere wereld si trova per strada, negli espositori per giornali free press, fuori dai negozi di alimentari bio, fair trade o di abbigliamento/arredamento eco.
Vedremo mai qualcosa del genere in Italia? Lo spero proprio, ma ho qualche dubbio.
Lo si dice sempre, e il più delle volte lo si fa a titolo puramente ipotetico, di mettere pannelli solari nel deserto per risolvere la questione energetica mondiale. E qualcuno invece si è messo seriamente a fare i calcoli.
Al recente Euroscience Open Forum (ESOF) di Barcellona (dal 18 al 22 luglio) si è parlato anche di come basterebbe lo 0,3% di energia solare catturata nel deserto del Sahara per soddisfare il fabbisogno energetico di tutta l’Europa, usando sia pannelli fotovoltaici che pannelli termici per scaldare acqua e far muovere turbine.
Il problema principale del sole (ma anche del vento e di altre fonti rinnovabili) è la discontinuità con cui la “materia prima” fornisce energia, ed è anche una “scusa” che spesso viene tirata fuori per mettere in dubbio che le fonti rinnovabili potranno essere una vera alternativa al petrolio. Ma anche a questo problema si sta pensando.
Continua a leggere: Mettere pannelli solari nel Sahara potrà davvero produrre energia per l’Europa

Una vacca adulta emette, ogni giorno, dagli 800 ai 1000 litri di metano. Il metano e’ uno dei gas con più alto effetto serra di origine antropica e l’impatto della produzione della carne e dei latticini, oltre che sul consumo dei cereali sull’inquinamento delle riserve d’acqua, si sente anche in atmosfera.
A misurare le puzzette delle vacche e’ stato il National Institute for Agricultural Technology dell’Argentina, dove Guillermo Berro ha inventato lo “zaino per mucche”, equipaggiato per raccogliere e poter poi misurare il gas emesso quotidianamente dai bovini.
Si pensa che modificando la dieta dei bovini se ne possano ridurre le emissioni di metano fino al 25%. Silvia Valtorta, del National Council of Scientific and Technical Investigations, suggerisce un menu a base di trifoglio e alfa-alfa, invece del grano.
Via | Reuters
La pubblicità delle industrie automobilistiche promuove quasi esclusivamente i modelli più potenti e che emettono più CO2, andando così contro l’obiettivo comunitario che prevede la riduzione delle emissioni a 120 grammi di anidride carbonica al chilometro entro il 2012. Erano questi i risultati della prima indagine nazionale sul ruolo del marketing pubblicitario delle auto nella riduzione di emissioni di CO2, recentemente presentata da Amici della Terra e Wwf.
L’indagine analizza le pratiche di marketing pubblicitario messe in atto dalle case automobilistiche su giornali e televisioni, con riferimento al tema delle emissioni di CO2 dei modelli auto. Dai risultati emerge che la leva emozionale più utilizzata per la carta stampata è la convenienza economica (nel 67% dei casi), mentre per la tv si riscontrano più leve emozionali nello stesso messaggio, con una maggiore attenzione verso gli aspetti qualitativi dell’uso dell’auto rispetto a quelli economici: sicurezza (96%), prestazioni (93%), piacere di guida/comfort (93%). La leva ecologica è sistematicamente all’ultimo posto, con il 27% dei messaggi nel caso della televisione e l’8% sui giornali, dove l’informativa sui consumi e sulle emissioni di CO2 dei modelli appare in formati illeggibili e in scarsa evidenza rispetto alla comunicazione commerciale. Un risultato è che sette nazioni (tra cui l’Italia) saranno soggette a verifiche della Commissione Europea per (possibili) inadempienze degli organismi preposti all’attuazione della legge sull’informativa obbligatoria dei consumi e delle emissioni di CO2 nella pubblicità delle auto.
Continua a leggere: Marketing auto e pirateria stradale, c’è un nesso?
Il servizio geologico statunitense (US Geological Survey) ha quantificato il petrolio che sarebbe “disponibile” nell’Artide: 90 miliardi di barili, tanto quanto ne potrebbe estrarre la Russia dal suo sottosuolo. Il direttore del USGS, Mark Myers, spiega che “prima di poter prendere una decisione sul nostro uso futuro di petrolio e gas naturale, sulla protezione di specie a rischio, delle popolazioni indigene e della salute del pianeta, dobbiamo sapere che cosa c’è in giro.”
Ora, permettetemi di notare che se la protezione delle specie, delle popolazioni e del pianeta fosse una priorità assoluta non si sarebbero investiti i soldi necessari a sapere quanto petrolio c’è nell’Artide. Se si sono spesi dei soldi e’ perché si pensa di poterne fare altri e perché la protezione delle specie, delle popolazioni e del pianeta non e’ una priorità assoluta.
Continua a leggere: 90 miliardi di barili di petrolio nell’artico
Ingegneri e architetti con il pallino dell’ambiente, se avete delle idee questa è una ottima occasione per tirarle fuori. Legambiente e Ancab (Associazione nazionale cooperative di abitanti )/Legacoop hanno oggi lanciato il concorso “AbitareECOstruire” per la realizzazione di edilizia residenziale cooperativa eco-sostenibile. I partecipanti dovranno proporre un progetto che tenga in considerazione la qualità morfologica, energetica ed ambientale dell’intervento, l’uso razionale delle risorse del luogo e l’innovazione tecnologica a costi di costruzione e gestione accessibili con l’utilizzo di materiali ecosostenibili.
Chiunque può partecipare gratuitamente. Dal 1° agosto sarà accessibile il sito
www.abitarecostruire.eu dove verranno pubblicati i termini del bando. In particolare, il concorso riguarda alloggi nel comune di Foligno (Perugia), 20 nel comune di Pesaro e 30 a Tricase, in provincia di Lecce. I termini di consegna dei progetti sono il 30 ottobre per l’area di Pesaro e il 30 novembre per Foligno e Tricase. Sul portale sarà possibile una serie di materiali utili per la redazione del progetto: le foto aeree, i regolamenti edilizi dei comuni interessati, le schede energetiche e urbanistiche del progetto e di calcolo dei costi. “Le schede energetiche – ha detto Livio Pilot, direttore di Ancab/Legacoop – sono molto puntuali e coercitive”. Gli edifici dovranno essere di classe energetica A; prevedere l’integrazione di diverse fonti rinnovabili; essere compatibilità con il paesaggio circostanze; essere confortevoli e “a prezzi contenuti”.
Il giorno dopo i temporali le acque sono sporche per l’aumento del carico fognario, meglio evitare di entrare in acqua.
I campionamenti sui quali ARPA o ASL decidono la balneabilità di una località non possono avvenire, per legge, dopo un temporale. Quando piove molto le fogne si ingrossano, parte del loro contenuto trabocca e non viene depurato, ma trasportato ai corpi idrici come laghi e fiumi. Le quantità di batteri fecali in quel momento sarebbero con buona probabilità molto superiori alle medie, quindi si evita di raccogliere un dato occasionale che limiterebbe la fruizione.
Il problema è che il giorno dopo un temporale i bagnanti si immergono in un brodo pullulante di batteri da cui farebbero meglio a tenersi lontani. Certo, è seccante finita la pioggia, con il cielo finalmente limpido, rimanere sulla spiaggia invece di tuffarsi, specie oggigiorno che le vacanze sono sempre più brevi. Credo sia ancora più seccante prendere qualche malattia per la negligenza degli operatori turistici nel comunicare le condizioni di sicurezza delle acque.
Foto | Roby Ferrari
L’esodo estivo si è ormai aperto e un mare di automobili si stanno riversando per le strade dello stivale, soprattutto nei fine settimana. Secondo le previsioni di Autostrade per l’Italia saranno 129milioni i veicoli in giro su e giù per l’Italia nel periodo che va dal 18 luglio al 7 settembre. Tutta CO2 in più per la nostra atmosfera.
La scelta migliore per ridurre l’impatto degli spostamenti vacanzieri sarebbe quella di utilizzare il treno o la bicicletta. Diciamo che il caro benzina ha un po’ aiutato in questo senso. Le stime di Trenitalia riguardo gli italiani che andranno in vacanza in treno rivelano un trend in aumento rispetto allo scorso anno con 15 milioni di italiani che nel 2007 hanno preferito il trasporto su rotaia a quello su strada.
Portafogli permettendo, non per tutti è possibile optare per il treno o per la bici. Chi si muoverà in automobile potrà però usare qualche accortezza nella guida per non sprecare carburante inutilmente.
Continua a leggere: Vacanze, qualche consiglio per una guida in auto a basso impatto ambientale
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Sono un ingegnere oltre che imprenditore nel settore edile. Mi sono avvicinato con molto...
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